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Bce: Praet, estensione QE necessaria per garantire convergenza verso inflazione desiderata

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Il rischio deflazione è ormai scomparso, ma la politica monetaria della Bce deve rimanere fortemente espansiva per centrare l’obiettivo di inflazione al 2%. Lo rimarca il capo economista della Banca centrale europea, Peter Praet, commentando la decisione dello scorso mese di estendere il quantitative easing (QE) fino a settembre 2018 ricalibrando gli acquisti a 30 miliardi al mese da gennaio 2018 rispetto ai 60 mld attuali.
“I rischi deflazionistici sono scomparsi – sottolinea Praet – ma l’inflazione, nonostante qualche segnale di miglioramento negli ultimi mesi, deve ancora mostrare segnali più convincenti di tendenza rialzista”. Praet ha sottolineato come l’inflazione rimane il principale fattore che ha guidato e guiderà la calibrazione del programma di acquisti di asset. Come più volte ribadito da Mario Draghi, il capo economista dell’istituto di Francoforte ha precisato che i tassi di interesse rimarranno sui livelli attuali a lungo, ben oltre l’orizzonte di acquisti di asset.