La Bce potrebbe tagliare ulteriormente i tassi

Inviato da Flavia Scarano il Ven, 08/11/2013 - 10:13

Di seguito pubblichiamo un commento di Chris Iggo, chief investment officer Fixed Income di AXA Investmenet Managers.


"Ieri la Banca centrale europea (Bce) ha sorpreso i mercati tagliando il tasso di riferimento di un quarto di punto allo 0,25%. Ha inoltre ridotto il tasso sui prestiti marginali allo 0,75% e ha mantenuto il tasso sui depositi overnight a zero. La mossa arriva sulla scia della discesa dell'inflazione nella zona euro allo 0,7% e i dati economici che mostrano un'attività economica in Europa al di sotto degli Stati Uniti e Regno Unito".


"In passato abbiamo sostenuto che la politica monetaria della Bce fosse troppo rigida, con la disoccupazione a un livello record del 12,2% e un'inflazione decisamente al di sotto delle aspettative. Il taglio dei tassi indica che la Bce è disposta ad allentare ulteriormente la sua politica e c'è già stata una forte reazione con la flessione dei rendimenti obbligazionari periferici e core, un rialzo delle azioni, e un calo dell'euro rispetto alle altre principali valute".


"Benché il taglio dei tassi di rifinanziamento sia in gran parte simbolico, la reazione degli altri mercati favorisce le prospettive macro, poiché permette un allentamento delle condizioni finanziarie in tutta l'area euro (i rendimenti a 5 anni dei titoli spagnoli e italiani sono calati di 15bp sulla scia del taglio dei tassi di oggi). Si tratta quindi di una buona notizia per i titoli obbligazionari, visto che la Bce è ancora chiaramente orientata ad allentare la sua politica e quindi si impegnerà a mantenere bassi i tassi di interesse per lungo tempo".


"La Bce si aspetta che i tassi rimarranno ai livelli attuali o più bassi per un periodo prolungato di tempo, dato che la banca centrale si aspetta che anche l'inflazione rimarrà bassa a lungo. Questo implica che i tassi potrebbero essere ridotti ulteriormente. Questo scenario dovrebbe suggerire un abbassamento dei rendimenti in tutte le curve europee (periferiche e core) e un certo appiattimento delle curve dei rendimenti. È una buona notizia per il settore Credit, poiché stabilisce costi di finanziamento in Euro più bassi in un comparto già favorito a livello di fondamentali. Lo stesso vale per l'High Yield europeo, dove gli investitori sono alla ricerca di rendimenti più elevati".


"La mossa della Bce, che è coerente con il nostro sovrappeso su tassi, credit e high yield, segna nettamente la distanza tra i percorsi di Bce e Fed nei prossimi mesi. La Fed potrebbe voler ritardare il tapering, ma è poco probabile che continui con la politica espansiva (il Pil è cresciuto del 2,8% nel terzo trimestre), mentre è assai probabile che la Bce adotti nuove misure espansive nel prossimo futuro. Detto questo, il probabile calo del tasso di cambio dell'euro sarà una buona notizia per gli esportatori europei. Continuiamo a sovrappesare il debito periferico e riteniamo che i rendimenti decennali spagnoli e italiani potranno scendere decisamente sotto il 4% nel breve periodo".



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