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Bce, parla Draghi. Monito all’Italia su decreto salva-banche. E Deutsche Bank nota lo strano caso degli acquisti sui bond

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Per l’Eurozona il 2016 si conferma l’anno migliore dalla crisi dei debiti sovrani. E’ quanto ha detto Mario Draghi, in occasione della presentazione del Rapporto annuale del 2016 alla Commissione sugli Affari economici ed economici del Parlamento europeo. “Sebbene sia iniziato offuscato dall’incertezza economica, l’anno si è conclusa con l’economia più solida dal periodo della crisi”, ha detto Draghi.

E’ stato proprio lo scorso anno, d’altronde, che la Bce ha risposto al problema di un’inflazione praticamente latitante – e della deflazione, in alcuni casi – con un programma di stimoli economici ancora più aggressivi: il tasso sui depositi delle banche presso la Bce è stato abbassato fino a -0,4%; il QE è stato potenziato, permettendo l’acquisto di titoli di stato, ma anche di corporate bond; e i finanziamenti agevolati alle banche sono stati estesi. Nel commentare gli effetti del suo noto bazooka monetario, Draghi ha motivato l’annuncio di dicembre, quando la Bce ha reso nota l’intenzione di ridurre gli acquisti di bond dal valore di 80 miliardi al mese a 60 miliardi di euro, a partire dall’aprile del 2017.

La decisione, si legge nel Rapporto annuale, “ha riflettuto il successo degli interventi lanciati all’inizio dell’anno (2016): la crescita della fiducia nell’economia dell’Eurozona e la scomparsa dei rischi di deflazione”.

Non può sfuggire il monito che Draghi ha lanciato all’Italia, colpevole di non aver consultato la Bce in merito al decreto salva-banche.

“Sono stati registrati otto casi di inottemperanza all’obbligo di consultazione della Bce su progetti legislativi nazionali; alcuni di questi casi sono considerati chiari e rilevanti”. In particolare, si legge, “la Bce non è stata consultata dal Ministero dell’economia e delle finanze italiano riguardo al decreto legge recante misure urgenti per la tutela del risparmio nel settore bancario, volto a definire il quadro giuridico per l’erogazione di assistenza finanziaria pubblica straordinaria alle banche italiane”.

Nel rapporto, la Bce indica che “sono stati ritenuti esempi di inottemperanza chiara, rilevante e reiterata i casi di omessa consultazione da parte di Grecia, Ungheria e Italia”.

Diverse le questioni affrontate all’interno del Rapporto tra cui quella spinosa dei crediti deteriorati, che

Intanto c’èun fattore che Jim Reid, analista di Deutsche Bank, ha fatto notare appena qualche ora prima della presentazione del Rapporto annuale della Bce al Parlamento europeo: ovvero che in data 7 aprile (quando dunque era entrato già in vigore quello che la banca tedesca chiama ‘tapering’ del QE, a dispetto di Draghi, che rifiuta questo termine per descrivere la riduzione nell’acquisto di bond), la Bce deteneva corporate bond per un valore di 77,87 miliardi di euro.

Reid fa notare, dunque, che non solo la Bce non ha limato gli acquisti di corporate bond (che fanno parte del suo programma CSPP- Corporare Sector Purchase Program) nella prima settimana di aprile, ma sembra che abbia addirittura incrementato i buy, tanto che appunto il valore di 77,87 miliardi è salito da quello precedente, pari a 75,46 miliardi di euro: un incremento di 2,41 miliardi, pari a circa 482 milioni di euro al giorno, ben superiore – +40% rispetto al ritmo giornaliero di 308 milioni previsto con la nuova fase di ‘tapering’ e a un livello più elevato anche rispetto alla stessa media del programma CSPP (365 milioni). 

La domanda, dunque, è: cosa ha acquistato la scorsa settimana la Bce? Stando ai dati di Bloomberg, l’istituto ha acquistato almeno 11 corporate bond in base al suo programma CSPP e ora detiene in portafoglio un totale di 894 obbligazioni societarie.

In data 7 aprile, l’ammontare è pari a 77,87 miliardi di euro, o al 12,39% dei 628,34 miliardi di bond corporate in circolazione.

La Bce ha acquistato bond emessi da BMW Finance, Daimler, DIA, EDF, Engie, HeidelbergCement, Italgas, Keringm Sues e Telecom Italia.

Una nota da non ignorare: 148, o il 16,6% degli 894 bond che la Bce detiene presentano tassi negativi. La Bce è esposta soprattutto alle utilities, detenendo 237 obbligazioni del settore. 

Tornando al rapporto annuale della Bce pubblicato ieri, non può sfuggire il monito che Draghi ha lanciato all’Italia, colpevole di non aver consultato la Bce in merito al decreto salva-banche.

“Sono stati registrati otto casi di inottemperanza all’obbligo di consultazione della Bce su progetti legislativi nazionali; alcuni di questi casi sono considerati chiari e rilevanti”. In particolare, si legge, “la Bce non è stata consultata dal Ministero dell’economia e delle finanze italiano riguardo al decreto legge recante misure urgenti per la tutela del risparmio nel settore bancario, volto a definire il quadro giuridico per l’erogazione di assistenza finanziaria pubblica straordinaria alle banche italiane”.

Nel rapporto, la Bce indica che “sono stati ritenuti esempi di inottemperanza chiara, rilevante e reiterata i casi di omessa consultazione da parte di Grecia, Ungheria e Italia”.

 

(in fase di scrittura)