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La Bce ora vede l’inflazione sopra il target per gran parte del 2011

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L’inflazione dell’eurozona si manterrà sopra il target per maggior parte del 2011. La Banca centrale europea (Bce) non nasconde l’aumento delle pressioni inflattive con i prezzi visti in rialzo in media dell’1,9% nel 2011, sopra l’1,5% precedentemente stimato. L’inflazione è vista sostenuta anche nel 2012 (a 1,8% dall’1,6% della precedente stimato) e nel 2015 (2% da 1,9%). La prima stima dell’Eurostat relativa a gennaio indica che nell’area dell’euro l’inflazione sui dodici mesi è stata pari al 2,4 per cento dal 2,2 di dicembre.Il livello target della Bce è posto al 2%.


Il Consiglio direttivo della Bce continua a ritenere che vi siano evidenze di pressioni al rialzo sull’inflazione complessiva nel breve periodo, derivanti principalmente dalle quotazioni dei beni energetici e delle materie prime. Ciò non ha influito finora sulla sua valutazione che l’evoluzione dei prezzi resterà in linea con la loro stabilità nell’orizzonte rilevante per la politica monetaria. Nel contempo, è necessario seguire gli sviluppi con molta attenzione. “L’analisi monetaria – rimarca il Bollettino Bce di febbraio – indica uno scenario di pressioni inflazionistiche contenute nel medio-lungo periodo. Le aspettative di inflazione restano saldamente ancorate in linea con l’obiettivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento a medio termine. Il continuo saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione risulta essenziale”.


Volgendo lo sguardo alle prospettive economiche, la fase di ripresa prosegue con segnali di crescita del prodotto interno lordo anche agli inizi del 2011. Gli ultimi segnali suggeriscono un’ulteriore stabilizzazione della disoccupazione nell’area euro nei mesi a venire. Le stime di crescita del pil dell’eurozona nel 2011  sono state lievemente riviste al rialzo a +1,6% da +1,5% precedente, nel 2015 a 1,9% da 1,8%). La disoccupazione dovrebbe attestarsi al 9,9% quest’anno rispetto al 10% precedentemente stimato.


“Tenendo conto del grado relativamente elevato della fiducia delle imprese nell’area – prosegue il Bollettino Bce –  la domanda interna del settore privato, sostenuta dall’orientamento accomodante della politica monetaria e dalle misure adottate per migliorare il funzionamento del sistema finanziario, dovrebbe fornire un contributo sempre più consistente alla crescita. Ci si attende tuttavia che il recupero dell’attività sia frenato dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso in diversi comparti”.


La Banca centrale europea esorta i governi dell’area euro a dare piena attuazione nel corso dell’anno ai rispettivi piani di risanamento dei conti pubblici.