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Bce: oggi la riunione, possibili spunti da Draghi. Ecco cosa si aspettano gli analisti

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Attenzione rivolta a Francoforte dove oggi la Banca centrale europea (Bce) annuncerà la sua decisione di politica monetaria a cui seguirà come di consueto alle 14.30 ore italiane la conferenza stampa del governatore Mario Draghi. Gli analisti non si attendono un ulteriore taglio dei tassi né nuove misure, dopo quelle annunciate a giugno per sostenere la crescita e controllare l’inflazione. Nella scorsa riunione la Bce ha tagliato il tasso di interesse di riferimento allo 0,15%, il livello più basso nella storia dell’euro, mentre quello sui depositi è finito per la prima volta in territorio negativo. Contemporaneamente è stato lanciato un nuovo piano di rifinanziamento a lungo termine, questa volta vincolato, il cosiddetto (TLtro, targeted long term refinancing operation) da 400 miliardi di euro a favore degli istituti di credito, per cercare di favorire il prestito alle famiglie e alle imprese. 
Dopo la poderosa mossa di giugno, oggi la Bce dovrebbe prendersi una pausa. “Dopo i fuochi di artificio di giugno, la Bce dovrebbe raffreddare i suoi ardori”, afferma Carsten Brzeski, analista di Ing, secondo cui l’istituto si asterrà dal fornire nuovi spunti su possibili ulteriori azioni future. Qualche spunto in più potrebbe arrivare dall’intervento di Draghi. Il mercato si aspetta infatti che il governatore dell’Eurotower fornisca i dettagli tecnici del piano di rifinanziamento, anche se potrebbe limitarsi anche a invitare nuovamente i governi a fare i loro compiti a casa, sia in termini di riforme strutturali che fiscali. “La grande domanda qui è se il nuovo TLtro sarà davvero in grado di aiutare il sistema bancario a elargire prestiti al settore privato”, prosegue l’analista di Ing. La Bce ha avvertito che saranno adottati provvedimenti allo scopo di assicurare che i finanziamenti sostengano l’economia reale e che le controparti che non avranno soddisfatto determinate condizioni riguardo al volume dei prestiti netti erogati all’economia reale dovranno rimborsare i finanziamenti nel settembre 2016. “Questa non è una sanzione molto forte, a nostro avviso”, conclude Brzeski.