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Bce: oggi la riunione. Ecco cosa prevedono gli analisti

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L’attenzione degli investitori di occhi è rivolta a Francoforte dove oggi la Banca centrale europea (Bce) annuncerà la sua decisione di politica monetaria a cui seguirà la consueta conferenza stampa del governatore, Mario Draghi (prevista alle 14.30 ore italiane). La maggior parte degli analisti non si aspetta nessun ritocco ma una conferma dei tassi di interesse al minimo storico dello 0,50%, visti gli ultimi segnali di ripresa giunti dal fronte macro. Spunti interessanti potrebbero invece giungere dalle parole di Draghi.
Grazie alla forte crescita tedesca e francese, l’Eurozona ha finalmente lasciato la recessione e, allo stesso tempo, le prospettive sono migliorate. Gli indicatori di fiducia sono continuati a crescere e attualmente si punta ad un altro trimestre positivo di crescita, anche se bassa. Inoltre, il tasso di disoccupazione si è stabilizzato nel mese di luglio, che di questi tempi terribili è già una buona notizia. Eppure, non tutto è ancora a posto. “Nonostante il miglioramento delle prospettive per la seconda metà dell’anno, è troppo presto per essere ottimisti sull’economia dell’Eurozona – avverte Carsten Brzeski di Ing – Il peggio potrebbe essere alle spalle, ma il futuro non è ancora chiaro. Con un mix di problemi fondamentali e rischi esterni, l’economia resta fragile. Sia che si tratti di disoccupazione nei paesi periferici, sia di prestiti bancari depressi o rallentamento dei mercati emergenti e l’aumento dei prezzi del petrolio, il cammino verso una ripresa auto-sostenuta sarà lunga”. 
Per questo, pur escludendo qualsiasi decisione sui tassi o su un eventuale cambio di politica monetaria, la possibilità che il numero uno dell’Eurotower diffonda nuove stime di crescita e inflazione sulla base del miglioramento dei dati economici assume particolare importanza. “Finora la Bce ha adottato una guidance sulla sua politica monetaria futura piuttosto vaga – continua l’analista di Ing – Non legando il proprio orientamento con le variabili economiche, come tutte le altre principali banche centrali hanno fatto, la Bce rimane vulnerabile”. 
L’idea che Draghi fornisca previsioni molto più precise sull’economia dell’Eurozona e sulle prossime mosse della Bce è piuttosto diffusa tra gli esperti. Quelli di BofA Merrill Lynch si aspettano addirittura proiezioni fino al 2015:  “la Bce dovrà convincere il mercato che un aumento dei tassi o un ritiro della liquidità non avverrà prima del 2015 – spiega il broker in una recente nota – E per farlo dovrà estendere le sue previsioni fino al 2015”. Non solo. Qualche indicazione più precisa potrebbe giungere anche sul fronte della politica monetaria. “Alla luce della strategia comunicata dalla Banca d’Inghilterra, ci si aspetta che la Bce definisca a sua volta la propria exit strategy”, sostengono da Natixis. La conferenza stampa della Bce potrebbe dunque rivelarsi più interessante del solito.
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