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Bce: oggi la riunione, attesa soprattutto per le parole di Draghi (analisti)

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Sale l’attesa per la riunione di oggi del comitato direttivo della Banca centrale europea (Bce), che annuncerà la sua decisione di politica monetaria. Seguirà, come di consueto, la conferenza stampa del presidente Mario Draghi. Ed è proprio su di lui che si concentrerà maggiormente l’attenzione. Gli analisti si interrogano infatti sulle possibili misure che il numero uno dell’Eurotower potrebbe annunciare, dopo l’ennesimo calo dell’inflazione, che ha alimentato i timori di deflazione nella zona euro. A marzo, secondo la stima preliminare diffusa lunedì dall’Eurostat, l’inflazione risulta dello 0,5% annuo rispetto allo 0,7% del mese precedente. Il consensus era per un +0,6%. Oltre a essere lievemente sotto le attese, si tratta anche del livello più basso dal novembre 2009. 
Così, anche se la maggior parte degli analisti si aspetta una conferma dei tassi all’attuale livello dello 0,25%, sono aumentate in questi ultimi giorni le probabilità di un’azione volta a contrastare le pressioni deflattive. La possibilità di una mossa da parte della Bce trova appoggio anche nelle dichiarazioni di Christine Lagarde, numero uno del Fmi, secondo cui nella zona euro sta emergendo il rischio di una bassa inflazione che potrebbe pesare sulla crescita e sull’occupazione. Lagarde ha dunque ribadito la necessità di uno stimolo monetario. 
“La misura più probabile rimane quella di un taglio dei tassi di interesse di 15 punti base del refi rate (ora allo 0,25%) e di 25 punti base del tasso sui depositi (ora allo 0%) – ha affermato Vincenzo Longo, market strategist IG – In questa circostanza la reazione delle Borse potrebbe essere comunque negativa, visto che la riteniamo del tutto insufficiente a risollevare l’economia reale e riportare la crescita dei prezzi al consumo intorno al 2%”. Ai mercati, rimarca Longo, piace la liquidità e solo un quantitative easing (QE) potrebbe risollevare le sorti dell’economia.
E proprio su un possibile quantitative easing all’europea si è espresso positivamente Jens Weidmann, governatore della Bundesbank e membro del board della Bce, dichiarando che tassi di interesse negativi potrebbero essere utili per ridurre la forza dell’euro e che tra le opzioni potrebbe anche essere preso in considerazione un piano di allentamento quantitativo. Una posizione inaspettata dalla Germania, da sempre contraria a un ulteriore allentamento monetario.