Bce: nulla di fatto sui tassi, riviste al ribasso stime Pil. Mercati non temono elezioni italiane

Inviato da Daniela La Cava il Gio, 07/03/2013 - 16:26

Tassi invariati, revisione al ribasso delle previsioni di crescita e rassicurazioni dopo le elezioni in Italia. Sono questi i temi caldi che hanno animato la conferenza stampa tenuta oggi a Francoforte dal presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi.

E' sotto gli occhi di tutti che i mercati non si sono fatti impressionare dall'esito delle elezioni in Italia, i mercati sanno che viviamo in democrazia. Così Draghi risponde a una domanda di un giornalista che gli chiedeva della situazione del Belpaese post voto. "Abbiamo visto post elezioni la reazione iniziale dei mercati - dichiara Draghi - ma i mercati capiscono che viviamo in sistemi democratici, siamo 17 Paesi e ognuno ha le sue elezioni". Il numero uno dell'Eurotower ha poi precisato che il "rischio contagio, da paese a paese, è mutato rispetto a un anno fa, e questo è un segnale positivo". Inoltre c'è un programma OMT con il quale la Bce può aiutare i Paesi in difficoltà "le regole sono chiare e conosciute". Spetta ai Governi l'ultima parola su questo fronte. 

Bce: tassi fermi, riviste al ribasso stime Pil

Lo staff dell'istituto di Francoforte ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2013 e il 2014. L'Eurotower ora vede un Prodotto interno lordo (Pil) tra -0,9% e -0,1% rispetto al range -0,9%/+0,3% previsto lo scorso dicembre. Per il 2014 la stima è invece tra zero e +2% (rispetto al +0,2%/+2,2% di dicembre). Solo piccole limature invece per le stime sull'inflazione. Per il 2013 sono passate a 1,2%/2,0% da 1,1%/2,1%, per il 2014 invece a 0,6%/2,0% da 0,6%/2,2%.

Nessuna novità invece sul fronte tassi. Confermando le attese della vigilia La Banca centrale europea (Bce) ha mantenuto il costo del denaro invariato allo 0,75%. Nel corso della conferenza stampa odierna Draghi ha affermato che oggi si è discussa anche l'ipotesi di un ulteriore taglio ai tassi di interesse.
Nel 2013 l'attività economica dovrebbe iniziare a mostrare  una certa stabilizzazione nella prima parte dell'anno e una crescita dovrebbe materializzarsi nella seconda metà dell'anno.
Draghi ha tuttavia esortato i Governi a proseguire sulla strada delle riforme. "Sebbene la politica monetaria accomodante continuerà per sostenere la ripresa, è essenziale che le  riforme fiscali e strutturali vengano implementate da parte dei Governi per sostenere la crescita, soprattutto per creare nuovi posto di lavoro" ha ribadito l'ex governatore di Bankitalia.
COMMENTA LA NOTIZIA