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Bce: Nowotny, exit strategy potrebbe iniziare con rialzo tassi deposito

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A qualche giorno di distanza dalla riunione della Federal Reserve (Fed), che ha rivisto al rialzo il costo del denaro, si torna a guardare all’Europa e a discutere della possibile exit strategy dalla attuale politica accomodante  della Banca centrale europea (Bce).

Come prima mossa l’istituto guidato da Mario Draghi potrebbe agire sui tassi, e in particolare modo su quelli deposito. Una possibilità avanzata dall’austriaco Ewald Nowotny, membro del consiglio direttivo della Bce, nel corso di una intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt.
L’istituto di Francoforte potrebbe così scegliere di intraprendere un percorso diverso rispetto al modello adottato dalla Fed che ha deciso di procedere prima con lo stop del programma di acquisti di asset e in un secondo momento con il rialzo dei tassi di interesse. Un modello che secondo il governatore della banca centrale austriaca potrebbe non essere adatto alla’Europa. “Non è detto che tutti i tassi di interesse vengano aumentati simultaneamente, né nella stessa misura“, ha inoltre dichiarato Nowotny aggiuggendo che “la Bce potrebbe aumentare il tasso sui depositi prima di quello di riferimento”.

Attualmente, nella zona euro i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale sono rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, nell’ultima riunione di marzo il consiglio direttivo ha confermato che “continuerà a condurre gli acquisti nell’ambito del programma di acquisto di attività all’attuale ritmo mensile di 80 miliardi di euro sino alla fine di questo mese e che da aprile intende proseguire gli acquisti netti a un ritmo mensile di 60 miliardi sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione”.

Possibili impatti sul settore bancario
Alla luce di queste dichiarazioni, gli analisti di Equita si sono soffermati sui possibili impatti sul comparto bancario. “La mossa servirebbe – spiega la sim milanese – ad aiutare il conto economico delle banche visto che si tradurrebbe in una riduzione della `tassa` che le banche pagano alla Bce”.
“Ipotizzando che l`euribor aumenti da -0,35% a zero per il settore avremmo secondo le nostre simulazioni un impatto positivo sul margine di interesse del 3% e sull`utile netto del 7-8%”. Tra le banche con beneficio sopra la media vediamo Fineco, Ubi, Creval.