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La Bce non muove i tassi e alza la guardia contro le voglie di scala mobile

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Nessuna sorpresa da parte della Banca Centrale Europea, che in linea con le attese ha confermato con l’unanimità del suo board i tassi d’interesse in Eurolandia al 4,25%.


Le novità più rilevanti sono invece venute dalle parole del presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, nell’ambito di una conferenza che ha preso il via alle 14.30. Il vertice della Bce ha infatti tagliato le stime sul Pil dell’Eurolandia per il 2008 dall’1,7 all’1,1% e in maniera più sorprendente, nonostante la recente discesa dei prezzi delle commodity e del petrolio in particolare, ha alzato le attese di inflazione per l’anno tra il 3,4 e il 3,6%, chiarendo che i rischi per i prezzi restano al rialzo. Trichet si è detto preoccupato in particolare dei cosiddetti second round effects, ossia della possibile creazione di una spirale prezzi-salari,  che dai vertici di Eurotower identificano nei progetti ventilati da alcuni governi europei per legare gli stipendi nomiali all’indice dei prezzi al consumo.

 

Altro motivo di sorpresa è stato l’innalzamento dei requisiti suli attivi che la banca centrale accetterà come collaterale per la concessione di prestiti alle banche commerciali. Sono stati infatti rivisti al rialzo i margini richiesti per lo sconto sulle asset backed securities (titoli legati all’andamento di altre attività finanziarie) consegnate a garanzia dei prestiti. Le nuove regole avranno effetto da febbraio.  

 

Prima della Bce anche la Bank of England ha lasciato invariati i tassi d’interesse in Gran Bretagna al 5%.

 

(notizia aggiornata alle ore 17.50)