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“Bce, mossa tempestiva”. Ecco dove investire dopo la mossa di Draghi

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La Bce ha lanciato il suo messaggio nella riunione del 7 marzo. Un appuntamento importante, dal quale è emerso che i tassi resteranno invariati almeno fino a fine 2019, come annunciato da Mario Draghi. Inoltre, come previsto, da settembre 2019 a marzo 2021 ci sarà una nuova operazione TLTRO, i finanziamenti alle banche. Mosse che si inseriscono all’interno delle prossime sfide che dovrà affrontare l’istituto centrale europeo e l’economia nel suo complesso: “L’obiettivo – sostiene Roberto Russo, amministratore delegato di Assiteca SIM – è riportare l’inflazione al 2% e ridare impulso all’economia. Si cerca di evitare che il rallentamento globale in atto abbia ripercussioni troppo pesanti sull’economia europea, quindi il provvedimento ha un timing efficace: piuttosto che aspettare eventuali fattori esogeni, si dà uno stimolo diretto all’economia, come ha sempre fatto la BCE“.

EGOCENTRISMO TEDESCO? “Ben vengano questi provvedimenti – prosegue Russo – di stimolo all’economia, senza i quali i vincoli imposti sui bilanci pubblici in termini di utilizzare la spesa pubblica per stimolare l’economia in una fase anticiclica avremmo rischiato un collasso delle economie europee il tutto a vantaggio dell’egocentrismo tedesco che non ha fatto altro che beneficiare di anni e anni di imposizioni di bilancio autolesioniste”. 

LE ELEZIONI EUROPEE Tra i fattori esogeni potrebbero esserci, a maggio, le elezioni europee: “Si vuole cercare di dare una mano ai governi europei per prevenire alcune soprese che potrebbero arrivare in un periodo pericoloso dal punto di vista elettorale“.

DOVE INVESTIRE? In questa fase di mercato, quindi, dove potrebbe essere il caso investire? In questo senso è prezioso il commento di Angelo Ciavarella, head of global market di Infinox: “La mossa della Bce può dare una bella mano all’economia europea ma in particolar modo a quella italiana e tedesca. Io mi auguro ci possa essere la realizzazione di infrastrutture  che possano spingere la domanda interna in Italia e agevolare alcune società manifatturiere che potrebbero, quindi, performare molto bene. Penso, inoltre, che il settore finanziario possa fare bene e, attualmente, sono sovraesposto su questo comparto. Eviterei, invece, il settore automobilistico“.