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Bce: Mario Draghi ha inaugurato la politica degli annunci a lungo termine

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La Bce giovedì scorso ha effettuato un taglio di 25 punti base del tasso di rifinanziamento principale, un taglio di 50 punti base del tasso di rifinanziamento marginale e ha mantenuto a zero il tasso di deposito. Anche se il taglio dei tassi, soprattutto del tasso di rifinanziamento principale, è stato anticipato dagli analisti, la Bce si è spinta oltre, cercando ora di influenzare i rendimenti oltre il breve termine.

“Per una volta, è stato assunto l’impegno di mantenere la politica monetaria in vigore almeno per un anno”, fa notare a riguardo Johannes Mueller, capo economista di Deutsche Asset & Wealth Management, evidenziando come questo sia un’eccezione nella gestione della politica monetaria dell’Eurozona. Mai in il precedente Governatore della Bce, Jean Claude Trichet, aveva adottato un simile stile.

“L’approccio aperto verso un eventuale taglio del tasso di deposito sotto lo zero è un altro tentativo di influenzare la curva dei rendimenti: non ci aspettiamo che i tassi di interesse divengano presto negativi, tuttavia parlare di ulteriori possibili tagli dei tassi (anche se ci porterebbero in territorio negativo) è uno strumento collaudato per impedire ai tassi di interesse di crescere nel lungo termine”, sostiene a favore della sua tesi Mueller.

Volendo dunque riassumere il concetto, la Bce targata Mario Draghi, ha consegnato il taglio dei tassi atteso dagli analisti e dal mercato, ora però sta intensificando sempre più la comunicazione per esercitare un’influenza sul tasso di interesse a lungo termine.