Bce: lunedì l'ora della verità per Draghi. Cresce l'appoggio per il governatore di Bankitalia

Inviato da Micaela Osella il Ven, 13/05/2011 - 08:50

Lunedì scatta l'ora della verità per Mario Draghi e la giostra di pretendenti pronti a succedere a Jean-Claude Trichet sulla poltrona più alta della Bce. La riunione dei ministri dell'Eurozona, in programma il 16 maggio a Bruxelles, sarà decisiva per sapere se il governatore di Bankitalia è o meno l'unico candidato per il dopo Trichet. Il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, ha inviato nei giorni scorsi a tutti i ministri dell'euro una lettera in cui si chiede di indicare nella riunione di lunedì il nome del proprio candidato. La finalità è semplice: tastare gli umori per capire se esiste una rosa di candidati oppure ci sia convergenza su unico nome. Il fattore tempo è cruciale. Juncker è tornato ieri a ribadire che è necessario sgombrare il campo. Il presidente dell'Eurogruppo ha infatti auspicato che venga presa una decisione rapida sulla successione alla presidenza della Bce, confermando la candidatura di Draghi da parte dell'Italia e sottolineando come il governatore di Bankitalia sia il favorito nella corsa alla presidenza dell'Eurotower.

"È un amico, e rispetto molto la sua professionalità", ha detto Juncker, sottolinando però come non sia esclusa la possibilità di altri candidati sul tavolo dell'Eurogruppo nella riunione di lunedì. Da lì partirà la volata. In quella sede dovrà essere designato il nuovo presidente, che poi dovrà ricevere il via libera definitivo da parte dei capi di Stato e di governo della Ue nel Consiglio europeo programmato per la fine di giugno. L'insediamento vero e proprio è previsto per il primo novembre. "In tempi così difficili bisogna dare prova di grande autorità nel prendere le decisioni", ha specificando Juncker, auspicando che non vi siano ritardi nella designazione. Dopo il via libera ottenuto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, di giorno in giorno si fa più esplicito l'ottimismo del governo italiano, con in testa il presidente del consiglio Silvio Berlusconi sicuro del sì dell'Europa alla candidatura di Draghi. "Sono sicuro che il prossimo consiglio dei capi di stato e di governo europei confermerà la candidatura di Draghi alla Bce", ha detto il premier. "E questo la dirà lunga sul prestigio che abbiamo mantenuto a livello internazionale".
 
"Suppongo che sarà un buon presidente della Banca centrale europea", ha ammesso anche il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, riferendosi al governatore della Banca d'Italia, andando così a infoltire il club dei sostenitori del governatore di Bankitalia. Sobrio, pragmatico, riservato e capace di coagulare consensi con un infaticabile e paziente lavoro sono queste le qualità oltre che ottime credenziali professionali e accademiche, unanimemente riconosciute anche dai suoi avversari a Draghi che lo stanno portando verso la presidenza della Bce. Già la settimana scorsa, il ministro dell'Economia francese, Christine Lagarde, aveva confermato il sostegno di Schaeuble alla nomina di Draghi, che ha ricevuto ieri il via libera della cancelliera tedesca Angela Merkel.
 
Ritiratosi dalla corsa il falco Axel Weber, dimessosi dalla Buba e dalla Bce dopo i forti contrasti con la maggioranza dell'Eurotower sulla gestione della crisi, Berlino ha preso atto che i nomi circolati - dall'olandese Nout Wellink al presidente tedesco del fondo salva-stati Klaus Regling - non sono forti abbastanza. A far cadere le ultime incertezze un giro di contatti, ai vertici internazionali ma anche per telefono, intensificatosi negli ultimi mesi fra Berlino, Parigi e Roma e le altre capitali europee. Non manca però chi parla fuori dal coro come Frank Shaffler, membro della Commissione Finanze del Bundestag. "Mario Draghi non è un falco, anzi è una colomba e alla presidenza della Banca Centrale Europea ci starebbe meglio Axel Weber e la Germania avrebbe dovuto fare pressioni per occupare quel posto", ha segnalato Shaffler, intervistato da La Stampa.
 
"Draghi è un buon banchiere centrale - ha precisato Shaffler - in Italia lo ha dimostrato. Tuttavia non ha bloccato la violazione delle norme operata dalla Bce, nel momento in cui ha deciso di acquistare in modo attivo titoli di Stato. È un falco soltanto a parole, mentre nei fatti è una colomba". Per il tedesco Shaffler, di colombe nel direttivo della Bce ce ne sono abbastanza pertanto ci sarebbe voluto qualcuno che non proseguisse nella linea di Trichet ma riportasse il timone sulla politica della stabilità. Come contropartita alla nomina di Draghi, la Germania chiede "di continuare ad avere un rappresentante tedesco nel comitato esecutivo della Bce", anche dopo il 2014, quando scadrà il mandato di Jurgen Stark. "A nostro avviso Draghi è altamente qualificato per diventare presidente della Banca centrale europea", osserva in una nota Julian Callow economista di Barclays Capital.
 
"In qualità di governatore di una banca centrale, pensiamo che saprebbe farsi valere con rispetto nel Governing Council dell'Eurosistema. A suo favore Draghi vanta poi una ricca e importante carriera. E' molto probabile che farà un buono lavoro tra i policymakers del G20, in particolare con il presidente della Fed, Ben Bernanke, e il governatore della Banca d'Inghilterra,  Mervyn King". "Pensiamo che Draghi sarà in grado di continuare sulla strada tradizionale, compattando un largo consenso attorno a sè. La sua leadership del FBS potrebbe favorire l'espansione sempre quest'anno del ruolo di presidente dalla Bce fino ad arrivare ad includere la poltrona di European Systemic Risk Board, dimostrando in questo modo la sua abilità di dare voce a interessi divergenti", segnala Callow, ricordando: "La sua capacità di traghettare la crisi italiana all'interno del sistema di cambio dello SME nei primi anni 90 è la più chiara indicazione della sua attitudine di intraprendere diverse sfide strategiche sotto pressione".
COMMENTA LA NOTIZIA