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Bce lascia tassi e QE invariati, rendimenti bond ed euro riducono guadagni (LIVE)

Attesa tra qualche minuto per le dichiarazioni che Mario Draghi rilascerà nel corso della conferenza stampa-

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La Bce ha annunciato di aver lasciato i tassi di rifinanziamento dell’Eurozona invariati allo zero per cento. Lasciati al livello attuale anche i tassi su depositi, che rimangono negativi a -0,40%. La Bce ha reso noto che il Consiglio direttivo prevede di mantenere i tassi ai livelli attuali per un periodo esteso di tempo e che gli acquisti di asset previsti con il piano di Quantitative easing continueranno ad ammontare a 60 miliardi di euro al mese, e proseguiranno fino alla fine di dicembre di quest’anno. Alle 14.30 Draghi apre la conferenza stampa.

Subito dopo l’annuncio della Bce, i rendimenti dei bond europei riducono i rialzi, con i tassi sui BTP decennali che segnano un lieve calo.

L’azionario europeo accoglie con favore la decisione della Bce.

L’euro riduce in modo lieve i guadagni sul dollaro, rimanendo comunque sempre in rialzo.

Da segnalare che l’euro – che è salito nei massimi intraday a $1,1980 circa, è stato sostenuto anche dalle buone notizie arrivate dal fronte macroeconomico europeo.

L’Eurostat ha confermato che il Pil dell’Eurozona è salito infatti nel secondo trimestre del 2017 dello 0,6%, alzando contestualmente l’outlook sulla crescita del Pil nel terzo trimestre del 2016 da +0,4% a +0,5%, fattore che indica come l’accelerazione dell’economia sia avvenuta prima di quanto reso noto fino a oggi.

Su base annua, nel trimestre terminato a giugno di quest’anno, il prodotto interno lordo è salito del 2,3%, al ritmo più forte dai primi tre mesi del 2011.

La moneta unica beneficia anche della debolezza del dollaro legata ai timori sul futuro della Fed, dopo i rumor sulla possibilità che Donald Trump decida di non nominare più Gary Cohn presidente della Fed alla scadenza del mandato di Janet Yellen, e a seguito dell’annuncio delle dimissioni del vicepresidente della Fed, Stanley Fischer.

Detto questo, quanto sarà davvero in grado di provocare forti oscillazioni dell’euro, in una direzione o nell’altra, sono le dichiarazioni di Mario Draghi, che ha appena iniziato a parlare.

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