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Bce: JP Morgan rivede le stime sulle prossime mosse Bce, per Courè riforme strutturali ancora insufficienti

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Alla luce dei dati relativi all’andamento dell’attività economica del settore privato ad agosto nell’Eurozona, JP Morgan ha rivisto le proprie stime circa la politica monetaria perseguita dalla Banca Centrale Europea
Questa mattina la pubblicazione dell’indice Pmi composito, elaborato da Markit, ha messo in luce una crescita sostenuta del settore privato dell’eurozona nel mese di agosto. La banca d’affari statunitense ritiene che “La notizia positiva dei Pmi di oggi ha implicazioni sulle previsioni di crescita e sulle attese circa le prossime mosse della Bce”.
Nel dettaglio, gli analisti di JP Morgan sostengono che nella prossima riunione di settembre l’Eurotower non metterà mano ai tassi di interesse e non modificherà la durata del programma di riacquisto di titoli di Stato. 
La stima precedente prevedeva invece un taglio dei tassi di 10 punti base ed un prolungamento del quantitative easing almeno fino a dicembre 2017.
Nel frattempo a Ginevra, nel corso di un meeting del direttivo Bce, il membro Benoit Courè ha ricordato la necessità delle riforme strutturali per i Paesi dell’eurozona, in assenza delle quali si rende sterile qualsiasi intervento di politica monetaria. 
Secondo Courè “La crescita si sta lentamente materializzando e continuerà ad accelerare, ma non è così forte come vorrebbe Francoforte”, sottolineando poi che “Se non verranno attuate le riforme strutturali necessarie, anche sul fronte delle riforme di bilancio, la Bce dovrà fare di più”.
E’ proprio nella mancanza di riforme strutturali che viene inquadrata la sottoperformance odierna dei titoli governativi del Portogallo, il cui differenziale contro i Bund decennali è pari a 312,4 punti base. Nonostante l’ombrello della Bce i bond portoghesi prezzano oggi un rendimento superiore al 3%, il terzo più alto dell’Eurozona dopo Grecia e Cipro.