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Bce, l’Italia riduca il deficit o rischia la procedura di infrazione

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Nuovo monito da Francoforte a Roma: “L’Italia deve correggere i propri conti pubblici o rischia di incorrere in una procedura di infrazione”. Dal bollettino mensile della Banca centrale europea (Bce) si apprende che “Se si considerano gli andamenti a medio termine all’interno dell’area dell’euro, la sostenibilità dei conti pubblici non è migliorata in modo permanente dall’avvio dell’Unione economica e monetaria. Il rapporto medio debito pubblico/Pil (fissato al 60% dal Trattato di Maastricht, ndr) è solo lievemente inferiore al livello del 1998 e, di fatto, un suo movimento verso l’alto durato tre anni è stato invertito soltanto nel 2006. Oltre la metà dei paesi dell’area registra indici di indebitamento superiori al valore di riferimento del 60% previsto. Due degli Stati che si trovano attualmente in una situazione di disavanzo eccessivo (Grecia e Italia) hanno un rapporto debito/Pil particolarmente elevato. Il livello di indebitamento medio dei paesi che registrano disavanzi eccessivi (i due menzionati prima, più Germania e Portogallo) è aumentato rapidamente dal 2001, più che compensando il calo del livello medio dei paesi che non si trovano in una situazione di disavanzo eccessivo”. Nel 2006, secondo le tabelle pubblicate sul bollettino mensile della Bce, l’Italia ha totalizzato un rapporto debito pubblico/Pil pari al 107,2%.


E il Belpaese non passa l’esame di Francoforte nemmeno quando si prenda in considerazione il deficit, altra variabile tenuta sotto stretta sorveglianza dalla Bce. Il meccanismo correttivo del Patto di stabilità prevede che la Commissione europea, nell’elaborare la propria relazione sull’esistenza di un disavanzo eccessivo, consideri anche la sostenibilità del livello di indebitamento del paese in questione. Nel decidere sull’esistenza di un disavanzo eccessivo è inoltre possibile tenere conto, in determinate circostanze, dei costi fiscali a breve termine rappresentati da riforme pensionistiche che introducano un sistema a più pilastri. Ebbene, l’Italia potrebbe presto incorrere in una misura per deficit eccessivo: “Nell’ambito del meccanismo correttivo rivisto del Patto, a vari paesi è stata accordata una proroga dei termini per la correzione del disavanzo eccessivo. Si tratta in particolare di Germania, Italia e Portogallo, mentre la Grecia l’aveva già ottenuta nel febbraio 2005. Ciò nonostante, secondo le previsioni della Commissione, sia l’Italia sia il Portogallo rischino di non riuscire a tener fede ai propri impegni nel contesto della procedura per i disavanzi eccessivi se non attueranno ulteriori misure di risanamento. Qualunque ritardo nella correzione sostenibile dei disavanzi eccessivi può concorrere alla percezione di un indebolimento della sostenibilità dei conti pubblici. Di conseguenza, se dovessero concretizzarsi i rischi per il rispetto degli impegni di tali paesi, si renderà assolutamente necessario adottare i provvedimenti opportuni previsti dalla procedura per i disavanzi eccessivi”.