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Bce: inflazione negativa nei prossimi mesi, rischi crescita verso il basso

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Il Bollettino economico della Banca centrale europea conferma la prosecuzione della crescita moderata nell’Eurozona ma vede rischi verso il basso. L’inflazione rimane assente e potrebbe scendere in territorio negativo nei prossimi mesi per tornare in positivo nella seconda metà dell’anno.
Nel Bollettino economico mensile pubblicato oggi, la Banca centrale europea giudica la crescita globale “modesta e disomogenea. Mentre l’attività continua a espandersi in maniera solida nelle economie avanzate, nei mercati emergenti le economie rimangono deboli. La crescente incertezza sulla Cina e nuove discese dei prezzi del petrolio hanno provocato una forte correzione sul mercato azionario e portato nuove pressioni sui rendimenti obbligazionari”.
Secondo Francoforte l’Eurozona prosegue sulla strada del recupero economico, spinta dai consumi privati. “Tuttavia – precisa il documento – recentemente si è registrato un rallentamento nella crescita delle esportazioni. La domanda domestica rimarrà sostenuta dalle misure di politica monetaria della Banca centrale e dal loro impatto positivo sul mercato creditizio, nonché dai progressi registrati sul fronte del consolidamento fiscale e delle riforme strutturali nonché da una moderata espansione fiscale legata anche alle misure per affrontare il problema dei profughi”. 
Tra i rischi per la crescita dell’economia europea, che vengono confermati verso il basso, la Banca centrale indica “le deboli prospettive di crescita dei mercati emergenti, la volatilità dei mercati finanziari, la prosecuzione del necessario aggiustamento nei bilanci delle società e i rallentamenti che incontra l’adozione delle riforme strutturali”. 
Sul tema inflazione dopo una crescita dei prezzi al consumo dello 0,2% a dicembre, “inferiore alle attese”, la Bce prevede che il sentiero dei prezzi al consumo sia più debole nel 2016 rispetto a quanto previsto nell’ultimo mese dell’anno passato. L’inflazione “potrebbe scendere in negativo nei prossimi mesi per recuperare solo nella seconda parte del 2016. Successivamente i prezzi dovrebbero proseguire sulla strada della risalita sostenuti dalla crescita economica e dalle misure di politica monetaria”. In particolare queste ultime “hanno un impatto favorevole sul costo e sulla disponibilità di credito. I tassi di interesse dovrebbero rimanere ai livelli attuali o inferiori ancora per un periodo di tempo prolungato”.