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Bce: flop dell’ultima Tltro, presi a prestito “solo” 15,5 miliardi di euro. Partecipazione delle banche italiane in netto calo

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Nell’ambito della quinta operazione di finanziamento a lungo termine “mirata”, la Banca centrale europea ha assegnato “solo” 15,548 miliardi di euro a 88 banche. L’importo è decisamente inferiore alle attese, orientate per un rallentamento meno marcato in quota 50 miliardi di euro. Tltro è l’acronimo di Targeted long term refinancing operation, operazione di rifinanziamento mirata a lungo termine. Si tratta di prestiti con scadenza a 4 anni concessi al tasso dello 0,15% (10 punti base sopra il benchmark, attualmente allo 0,05%) vincolati alla concessione di crediti a famiglie e imprese.

Secondo le stime, le banche italiane dovrebbero aver preso a prestito fondi per meno di 3 miliardi di euro, di cui 2 miliardi dovrebbero essere stati richiesti da Ubi Banca  e 700 milioni da Carige. Unicredit, Intesa Sanpaolo  e la Popolare di Milano  avevano già fatto sapere di non voler partecipare. Nell’ultima asta di giugno gli istituti del Bel Paese avevano richiesto fondi per 17 miliardi di euro.

Nella prima Tltro, datata settembre 2014, sono stati presi complessivamente a prestito 82,6 miliardi di euro, saliti a quasi 130 miliardi (129,8) a dicembre 2014. Nell’anno in corso, a marzo sono state presentate richieste per 97,8 miliardi mentre a giugno il dato si è attestato a 73,8 miliardi. Con il dato odierno il totale dei fondi prestati tramite Tltro sale in quota 400 miliardi di euro.

Il forte calo registrato nell’asta di settembre è probabilmente sintomo che il livello di liquidità si va normalizzando e le banche, nelle attuali condizioni economiche, non hanno bisogno di ulteriori fondi liquidi. Nel complesso, la sensazione è che si tratta di uno strumento che ha perso gran parte dell’importanza originaria dopo l’avvio del Quantitative Easing targato Bce che, tramite acquisti di titoli, ogni mese immette nuova liquidità per 60 miliardi di euro (il programma, come non perdono occasione di ribadire i vertici della Bce, potrebbe essere prolungato oltre la naturale scadenza fissata a settembre 2016).

Attualmente la liquidità in eccesso nel sistema bancario di Eurolandia si attesta a 470 miliardi di euro, contro i 71 miliardi dello scorso novembre (il QE è partito a marzo 2015).