Bce, un eventuale quantitative easing non influirebbe sull'inflazione (Exane)

Inviato da Redazione il Mer, 16/11/2011 - 15:49
Riceviamo e pubblichiamola view di Pierre Olivier Beffy, chief economist di Exane Bnp, su un eventuale quantitative easing da parte della Bce.
"Alcuni osservatori potrebbero ritenere che, se la Bce acquistasse un ammontare elevato di obbligazioni sovrane, tale situazione si tradurrebbe in una pressione inflazionista e quindi conflittuale alla Costituzione tedesca. È falso. Un quantitative easing promosso dalla Bce sarebbe meno inflazionista di quello della Fed. La banca centrale americana sta, infatti, acquistando asset per portare i tassi obbligazionari o i tassi ipotecari ad un livello inferiore a quello di equilibrio. L'obiettivo principale é ridurre il pagamento degli interessi, incentivare gli investitori ad acquistare asset rischiosi e, conseguentemente, aumentare il cash flow dell'economia americana. La Fed sta, dunque, combattendo la deflazione tentando di introdurre l'inflazione nel sistema. Al contrario, la Bce acquisterebbe degli asset sotto-valorizzati per farne normalizzare il valore in modo che risulti coerente con i fondamentali in un contesto finanziario "normale". La Bce non introdurrebbe, dunque, inflazione nel sistema ma distruggerebbe la ricchezza degli obbligazionisti che venderebbero i loro asset distressed. In tal senso, la moneta stampata sarà, dunque, rimborsata con maggiore facilità a scadenza. La Bce realizzerebbe elevati profitti dato che il valore degli asset distressed acquistati aumenterà notevolmente se non si verifica un default sovrano (evento che la Bce puo' assicurare)".
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