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Bce: ecco le regole dell’Asset Quality Review. Ocse, allarme deflazione nell’Eurozona

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La Banca centrale europea ha pubblicato il manuale per l’esame della qualità degli attivi (Aqr – Asset Quality Review, la cosiddetta fase 2) delle banche europee che sarà condotto dalla stessa Bce, prima di assumerne la responsabilità della vigilanza a partire dal prossimo novembre. Lo rende noto l’Eurotower in una nota. Saranno 128 gli istituti di credito sotto esame, tra cui 15 italiani. Il documento, composto da 285 pagine, fornisce le linee guida per la conduzione dell’esercizio alle autorità nazionali competenti e ai soggetti terzi di cui esse si avvalgono. La seconda fase, successiva alla selezione dei portafogli (prima fase), durerà fino ad agosto 2014. La conclusione del processo di esame della qualità degli attivi è prevista per ottobre, con la pubblicazione dei relativi risultati unitamente agli esiti della prova di stress condotta in cooperazione con l’Autorità bancaria europea.

L’esame della qualità degli attivi, spiega la Bce, è una componente chiave della valutazione approfondita, il cui obiettivo è accrescere la trasparenza dei bilanci delle banche significative, stimolare i necessari interventi correttivi sui bilanci e ripristinare la fiducia degli investitori prima dell’assunzione dei compiti vigilanza da parte della Bce nel novembre 2014.

In particolare, la seconda fase metterà sotto esame 3,72 mila miliardi di euro di ammontare totale delle attività ponderate per il rischio relative ai portafogli selezionati, che corrispondono al 58% del totale delle attività ponderate per il rischio delle banche sottoposte all’esercizio. il numero stimato delle posizioni esaminate in media per banca sarà pari a 1.250. I filoni principali dell’Asset Quality Review interesseranno l’analisi dei processi, delle politiche e delle pratiche contabili, l’esame delle posizioni creditizie e la stima del valore delle garanzie, l’analisi delle attività di “terzo livello” al fair value.

Ocse: attenzione a deflazione e disoccupazione nell’Eurozona
Nel frattempo l’Ocse ha lanciato l’allarme deflazione e disoccupazione nell’Eurozona. Nel suo Interim Economic Assessment presentato oggi a Parigi, l’organizzazione ha sottolineato le fragilità del Vecchio Continente. Secondo l’organizzazione parigina, nella zona euro la disoccupazione continua a rimanere elevata nonostante i timidi segnali di crescita, mentre per i Paesi più vulnerabili il rischio è quello di cadere nella spirale deflattiva.

Oltre all’allarme su disoccupazione e deflazione, l’Ocse auspica che la Banca centrale europea manterrà o aumenterà gli stimoli monetari. I livelli degli stimoli monetari non devono quindi essere diminuiti proprio perchè l’inflazione resta ampiamente sotto il target indicato dalla Banca centrale. Gli economisti dell’Ocse hanno infine evidenziato le significative disparità di crescita all’interno dell’area euro, in particolare tra le tre principali economie di Eurolandia. Mentre la Germania nel primo trimestre del 2014 dovrebbe mostrare una crescita pari a circa il 3,7% e al 2,5% nel secondo trimestre, in Francia il Pil è visto in rialzo di circa l’1% e in Italia sotto il punto percentuale in entrambi i trimestri.

In particolare sull’Italia, l’Ocse vede il Pil crescere dello 0,7% nel primo trimestre del 2014, per poi rallentare ad un +0,1% nel secondo trimestre. Nell’intero 2014 il Prodotto interno lordo dovrebbe invece aumentare dello 0,6% e dell’1,4% nel 2015. L’Italia resta comunque il Paese del G7 con le prospettive di crescita più modeste.