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Per la BCE è arrivato il momento di decidere, riunione dell’8 dicembre cruciale

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Tensioni geopolitiche, bassa redditività degli istituti di credito, estensione del programma QE oltre il termine al momento fissato a marzo 2017. Sono solo alcuni fra i temi più caldi con cui Mario Draghi e il suo board si dovranno confrontare nella prossima riunione BCE in agenda l’8 dicembre prossimo.


Prima della prossima riunione dell’Eurotower verrà alzato il velo sul referendum italiano e sulle elezioni presidenziali austriache, due fattori estremamente importanti da gestire a livello politico ed economico. Proprio per questa ragione, la riunione dell’8 dicembre diventa determinante per verificare la coesione tra i diversi membri dell’Eurozona e sul sostegno che l’istituto guidato da Mario Draghi potrà dare alla ripresa economica dell’area euro.

“L’eventuale vittoria del No al referendum porterebbe incertezza sui mercati, in particolar modo sul secondario dei titoli di Stato dove i bond italiani sarebbero oggetto di forti vendite. Ma ritengo improbabile che si possa verificare la medesima situazione del 2010 e questo grazie al pronto intervento della Bce”, sostiene Jean-Michel Six, capo economista Emea di S&P.

Divergenza con la Fed, siamo prossimi alla parità euro/dollaro?
Nel frattempo negli Stati Uniti la Federal Reserve alzerà il costo del denaro di un quarto di punto a dicembre. Questo è un fatto ormai dato per certo dai mercati dopo l’ultimo intervento della presidente Janet Yellen al Congresso la scorsa settimana. In questo quadro si andrebbe a creare una divergenza fra le politiche monetarie dei due principali blocchi economici planetari, con la spinta sul dollaro che potrebbe portare il cambio fra biglietto verde e moneta unica europea sulla parità. Ipotesi tuttavia ancora lontana rispetto agli scenari delineati dagli analisti. Infatti secondo le attese degli esperti censiti da Bloomberg il cross fra le due divise dovrebbe mantenersi all’interno del corridoio 1,06-1,08 almeno fino alla metà del 2017. In tal senso giocherà un ruolo fondamentale l’ultima riunione dell’anno dell’Eurotower, nella quale Draghi e i suoi dovrebbero far trapelare qualcosa in più sulle loro intenzioni di estensione del programma QE.

QE oltre marzo 2017?
“Esiste la possibilità che il QE venga esteso alla fine del 2017. Circa il quantum, dipenderà “da due fattori fondamentali, che sono la crescita e l’inflazione” ha dichiarato Six di S&P. Nell’ultimo intervento al congresso bancario europeo a Francoforte Mario Draghi ha infatti ribadito che “la BCE rimane impegnata a preservare il notevole grado di accomodamento monetario che è necessario per garantire una convergenza duratura dell’inflazione verso livelli inferiori, ma prossimi, al 2% nel medio termine”