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Bce: Draghi, tassi bassi ancora a lungo e in arrivo liquidità per 1.000 mld. Al via operazione trasparenza

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La Banca centrale europea (Bce) conferma la sua politica monetaria e assicura che rimarrà accomodante ancora a lungo. Nel frattempo svela i dettagli tecnici del piano di rifinanziamento a lungo termine vincolato, annunciato nella riunione di giugno, e lancia l’operazione trasparenza sulle orme dell’americana Federal Reserve. 
Tassi di interesse al minimo storico per un periodo di tempo esteso
Come da attese, la Bce ha lasciato i tassi di interesse di riferimento al livello minimo dello 0,15%, così come il tasso di deposito in territorio negativo (-0,10% per la prima volta nella storia dell’euro), dopo la sforbiciata del mese scorso. “I tassi resteranno ai livelli attuali per un periodo di tempo esteso”, ha dichiarato il governatore Mario Draghi durante la conferenza stampa a Francoforte, precisando che il direttivo è unanime nell’utilizzo di misure non convenzionali in futuro nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Il quantitative easing in salsa europea rimane dunque ancora nel cassetto, anche se Draghi ha aggiunto: “il nostro lavoro non è affatto finito qui”. 
Dettagli tecnici del piano TLtro, fino a 1.000 mld
Il direttivo della Bce oggi ha deciso le modalità di utilizzo del piano di rifinanziamento a lungo termine vincolato, il cosiddetto targeted longer-term refinancing operations (TLtro), annunciato il mese scorso con l’intento di migliorare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria, sostenendo l’erogazione di prestiti all’economia reale. I dettagli pubblicati al termine della conferenza stampa di Draghi prevedono tra gli altri punti la possibilità di prendere a prestito il 7% dell’ammontare delle loro esposizioni al settore non finanziario (esclusi i mutui). Gli TLtro “escluderanno i crediti al settore immobiliare e l’acquisto di titoli sovrani”, ha precisato Draghi. Queste operazioni si terranno a settembre e dicembre prossimo. In aggiunta, tra marzo 2015 e giugno 2016 le banche potranno prestare a cadenza trimestrale pari a tre volte il saldo netto dei loro nuovi finanziamenti. Imposto anche il vincolo sull’utilizzo: nel caso in cui non verranno rispettati il volume dei prestiti netti erogati all’economia reale, gli istituti dovranno rimborsare i finanziamenti nel settembre 2016. Le banche potranno partecipare a queste operazioni da sole o in gruppo. “Gli effetti di questa misura si vedranno almeno dopo un anno”, ha avvertito Draghi, aggiungendo che i nuovi prestiti a lungo termine alle banche condizionati al credito a famiglie e imprese potrebbero totalizzare 1.000 miliardi di euro.  
Operazione trasparenza
Draghi ha infine lanciato l’operazione trasparenza della Bce. A partire da gennaio 2015 verranno pubblicati online i verbali delle discussioni del direttivo, le cosiddette minute, sulle orme delle altre banche centrali estere, come la Federal Reserve e la Bank of England. Per agevolare la pubblicazione dei verbali, verranno dilatati i tempi tra un meeting e l’altro. A partire dal prossimo anno, infatti, le riunioni di politica monetaria avverranno con una cadenza di sei settimane e non più di quattro, come adesso. La ragione principale di questa decisione però sta da un’altra parte: “Le aspettative su un’azione sui tassi creano ogni volta effetti sui mercati che non hanno nulla a che vedere con i dati reali dell’economia – ha spiegato Draghi – per evitare questo impatto abbiamo deciso di diminuire la frequenza delle riunioni di politica monetaria”. Il calendario rivisto delle riunioni sarà messo a punto il prossimo 16 luglio e pubblicato subito dopo.