Bce: Draghi perde appoggi e il Quantitative easing si allontana

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Nuove bocciature sono arrivate ieri per l’Eurozona dalle stime della Commissione europea e le più sonore sono state quelle di Francia e Germania, con le massime revisioni al ribasso della crescita per il 2014 e il 2015. Nuove brutte notizie per il Vecchio continente quindi, che non troverà neanche il sostegno della Banca centrale europea. Nella riunione di giovedì è infatti atteso un nulla di fatto. Fatto ancora più grave, tuttavia, è la crescita del dissenso all’interno del board della Bce. “Secondo alcune voci – spiega Michael Hewson, chief market analyst per CMC Markets UK – tra i 7 e 10 membri del Consiglio dei 24 sarebbero contro un vero e proprio Quantitative easing. Il che rende molto complicato andare oltre le misure già annunciate”. Una conseguenza di queste voci è il peso che potrebbero perdere le parole dello stesso governatore Mario Draghi finora abile “nel gestire le aspettative del mercato e lasciar aleggiare la possibilità di un Quantitative easing. Non è un segreto che la Bundesbank si opponga a simili interventi ma il fatto che i numeri degli oppositori siano così elevati altera i numeri all’interno del board e rende ancora più difficile controllare le aspettative dei mercati”.