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Bce: Draghi accelererà per la creazione di un mercato regolamenta degli Npl

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Per la Banca Centrale Europea si profila una seconda parte di anno infuocata. A quattro anni dalla storica frase “whatever it takes”, l’istituto centrale europeo sembra aver centrato il proprio obiettivo di stabilizzazione dei rendimenti delle obbligazioni governative dei Paesi Europei.

Gli investitori non esigono più il premio al rischio di credito di una volta e i rendimenti dei bond periferici si sono appiattiti di conseguenza.

Tuttavia, sembra che la volatilità sui mercati azionari sia tornata a giocare un ruolo predominante e i mercati hanno spostato il loro focus sul tema bancario.

Ad oggi ci sono due forze uguali e contrapposte che affliggono il Vecchio Continente: da un lato il tema della solidità patrimoniale e dall’altro quello della redditività degli istituti bancari.

Per Mario Draghi si profila un autunno molto caldo, perché il presidente della Banca Centrale non può più ignorare i risultati che la politica monetaria ultra espansiva sta producendo sui bilanci delle banche europee.

Il numero uno dell’Eurotower ha già dichiarato nell’ultimo meeting di luglio che “la Bce monitora l’andamento del settore bancario ma interverrà solamente in casi eccezionali”.

Secondo Marco D’Ambrosio, analista di Bink Bank, “La Banca Centrale Europea dovrebbe agevolare la creazione di un mercato regolamentato dei crediti deteriorati, un mercato a cui le banche possano rivolgersi per liquidare una parte consistente di Npl” afferma l’esperto.

Ed è questa la sfida che aspetta Mario Draghi e il suo board a settembre. Dirimersi fra politica monetaria espansiva da un lato, e la creazione di un solido mercato per i Non performing Loan.

La prima a sostegno dell’economia reale e con il fine ultimo di riportare inflazione nell’Eurozona, mentre la seconda deve riuscire ad agevolare le negoziazioni sui crediti deteriorati come auspicato dalle principali banche europee alle prese con i noti problemi di patrimonializzazione.