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La Bce delude i mercati, Piazza Affari chiude con un ribasso di oltre il 2,5%

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I mercati azionari, compresa Piazza Affari, sono rimasti delusi dalla Bce. Nell’ultima riunione del 2014 la Banca centrale europea ha preferito prendere tempo e ha deciso di rinviare al nuovo anno un possibile ricorso al quantitative easing in salsa europea. Nel corso della conferenza stampa Mario Draghi ha comunque ribadito che il consiglio direttivo “resta unanime sul ricorso a nuove misure non convenzionali di fronte al prolungarsi di rischi di una inflazione troppo bassa”. Ma per il momento nessun acquisto di titoli di Stato. Nel frattempo l’Eurotower ha fornito le nuove previsioni economiche per l’Eurozona: riviste al ribasso le stime sul Pil (+0,8% nel 2014 e +1% nel 2015) e sull’inflazione (0,5% nel 2014 e 0,7% nel 2015). Domani attesa per i dati sul mercato del lavoro Usa di novembre. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso del 2,77% a 19.424 punti.

Forti vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 3,63% a 10,60 euro, Montepaschi il 4,55% a 0,597 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 3,73% a 5,535 euro, Intesa SanPaolo il 3,44% a 2,356 euro, Ubi Banca il 3,62% a 5,99 euro, Unicredit il 4,08% a 5,64 euro. FCA (-2,92% a 10,62 euro) ha tirato il freno dopo un avvio brillante con il titolo che si era spinto oltre quota 11 euro, i massimi dal lontano 2001. Debole Luxottica (-1,47% a 43,49 euro) che ieri ha stretto con Intel un accordo pluriennale per lo sviluppo di prodotti “wearable”. In controtendenza Telecom Italia che ha guadagnato l’1,57% a 0,932 euro dopo che negli ultimi giorni i vertici del gruppo tlc hanno mostrato cautela in merito alla possibile integrazione tra Tim Brasil e Oi. Saipem ha ceduto lo 0,74% a 9,935 euro dopo le turbolenze dei giorni scorsi in scia allo stop della Russia al progetto South Stream.