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Bce-day: Draghi pronto a varo QE2 e taglio tasso depositi, verso conferma stime economiche

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E’ arrivato il tanto atteso giorno del QE2. Salvo improbabili sorprese oggi il meeting della Bce varerà nuove misure non convenzionali di allentamento monetario. I tassi di interesse sono visti fermi allo 0,05%, mentre il tasso sui depositi potrebbero scendere di 10-20 punti base rispetto al -0,2% attuale. La principale misura che il mercato si aspetta è l’ampliamento del piano di quantitative easing che sarà esteso oltre il settembre 2016. Attualmente il piano prevede acquisti mensili di asset per massimi 60 miliardi di euro al mese. 
Una nuova sponda alla mossa della Bce è arrivata ieri dai dati sull’inflazione dell’area euro, scesa oltre le attese sia in termini generali sia core nel mese di novembre. Intanto le attese per mosse della Bce hanno spinto l’euro sui minimi dallo scorso marzo in area 1,05. Lo spread Btp-Bund è sceso in area 90 punti base, anche in questo caso sui minimi da marzo. 

Verso conferma stime economiche 
La Banca centrale europea diffonderà oggi anche le nuove stime economiche che non dovrebbero discostarsi di molto dalle precedenti. Secondo quanto riportato da Bloomberg le previsioni economiche aggiornate sono in gran parte invariate rispetto a quelle pubblicate nel mese di settembre con solo delle modifiche marginali. La BCE dovrebbe infatti rivedere verso il basso solo le sue previsioni 2017 l’inflazione al 1,6 per cento dal 1,7 per cento. 
Draghi riserverà delle sorprese? 
“Il taglio del tasso sui depositi e l’aumento dell’ammotare di acquisti oltre che un allungamento della scadenza dell’attuale QE sembrano piuttosto scontati – rimarca oggi Mps Capital Service – L’attenzione si sposta su eventuali sorprese da parte di Draghi”.
Gli economisti di Unicredit prevedono un aumento degli acquisti mensili a 75 mld di euro per un totale di 500 mld euro in più complessivi. Secondo Lombard Odier il QE2 comprenderà molto probabilmente un ulteriore acquisto di obbligazioni sovrane, alimentato dalla stampa di nuova moneta (circa 70 milioni di euro al mese e ampliamento del programma fino a settembre 2017) e un maggiore taglio del tasso di deposito (circa 20bps a -40 bps). “Inoltre – commenta Salman Ahmed, Global Strategist di Lombard Odier Investment Managers – potremmo assistere a qualche guizzo di creatività per mitigare il fenomeno soglia zero dei tassi d’interesse nominali (e le possibili conseguenze impreviste). È probabile che la BCE scelga la via degli oneri bancari in due fasi per affinare ulteriormente la definizione di “denaro”, in relazione al sistema finanziario. In questa fase resta da vedere se la BCE amplierà la portata del suo programma di acquisto comprendendo anche asset rischiosi, ma gli eventi degli ultimi anni mostrano che di questo si parlerà molto probabilmente più avanti, nel caso di un nuovo allentamento della politica monetaria”.