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Bce: contesto esterno meno favorevole, ripresa Eurozona sostenuta da fattori interni. Pronti ad agire

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La ripresa economica dell’Eurozona sarà sostenuta soprattutto da fattori interni, visto il contesto esterno meno favorevole. Mentre l’inflazione dovrebbe rimanere molto bassa nel breve termine, per poi aumentare al volgere dell’anno. Questo in sintesi il quadro delineato dalla Banca centrale europea (Bce), nel suo Bollettino mensile, in cui ribadisce che il grado di accomodamento monetario sarà riesaminato nella riunione del 3 dicembre, quando quando saranno disponibili le nuove proiezioni macroeconomiche degli esperti dell’Eurosistema. Nella scorsa riunione, l’istituto guidato da Mario Draghi aveva confermato la sua linea di azione, anticipando una possibile revisione sul finire dell’anno.
La ripresa potrà contare soprattutto sulla domanda interna
In “un contesto esterno meno favorevole”, la ripresa economica dell’area dell’euro prosegue ma è “sempre più sorretta da fattori interni, in particolare dai consumi privati”. Questi dovrebbero essere sostenuti dalla misure di politica monetaria della Bce e dal loro impatto favorevole sulle condizioni finanziarie, nonché dai progressi compiuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali. Anche il calo dei prezzi del petrolio dovrebbe migliorare “il reddito disponibile reale delle famiglie e la redditività delle imprese, fornendo sostegno ai consumi privati e agli investimenti”. Tuttavia i consumi potrebbero essere frenati dal recente andamento dei mercati finanziari. 
“In prospettiva la ripresa economica dovrebbe continuare – si legge nel Bollettino mensile, diffuso oggi – benché attenuata da una domanda esterna più debole delle attese”. La Bce infatti indica “una maggiore incertezza riguardo all’evoluzione delle economie emergenti” come il maggior rischio per le esportazioni dell’area euro e quindi per la sua crescita. 
Inflazione ancora bassa, ma aumenterà nel volgere dell’anno
“L’inflazione sui dodici mesi dovrebbe rimanere molto bassa nel breve periodo – sostiene la Bce – per poi aumentare al volgere dell’anno”. Secondo le previsioni, l’inflazione salirebbe ancora nel corso del 2016 e del 2017, sostenuta dall’atteso recupero dell’economia, dalla trasmissione di precedenti cali del tasso di cambio dell’euro e dall’ipotesi di corsi petroliferi lievemente più elevati nei prossimi anni. “Tuttavia – avverte l’istituto di Francoforte – vi sono rischi, derivanti dalle prospettive economiche e dagli andamenti dei mercati finanziari e delle materie prime, che potrebbero ulteriormente rallentare la ripresa graduale dell’inflazione verso livelli più prossimi al 2 per cento”. 
A dicembre possibile revisione della politica monetaria
I rischi per le prospettive di inflazione sono tenuti sono attenta osservazione dal Consiglio direttivo, fa sapere la stessa Bce. “Il grado di accomodamento monetario sarà pertanto riesaminato nella riunione di politica monetaria di dicembre, quando saranno disponibili le nuove proiezioni macroeconomiche degli esperti dell’Eurosistema”, si legge nel Bollettino, dove viene ribadita la volontà e la capacità di “agire ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del mandato se necessario per mantenere il grado appropriato di accomodamento monetario”. In particolare, la Bce ha precisato anche in questa occasione che il piano di quantitative easing (Qe) “è dotato di flessibilità sufficiente da poterne adeguare dimensioni, composizione e durata”. Chi ha orecchie per intendere, intenda.