Bce conferma tassi allo 0,50%. Rimarranno a livello attuale o più basso a lungo

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La Banca centrale europea (Bce) ha confermato la sua politica monetaria, lasciando i tassi di interesse fermi al minimo storico dello 0,50%, come da attese. E’ dallo scorso maggio che l’istituto di Francoforte non ritocca il costo del denaro. La sua politica rimarrà accomodante finchè sarà necessario. Lo ha ribadito anche in quest’ultima riunione il governatore delle Bce, Mario Draghi: “Il consiglio conferma che i tassi di interesse rimarranno all’attuale livello o più bassi per un lungo periodo di tempo“, così come affermato a luglio.    
Le nuove stime: crescita 2014 ritoccata al ribasso
Una guidance che si basa sulle previsioni di inflazione e di dinamica economica, che rimangono sostanzialmente stabili, a parte qualche piccolo ritocco. L’Eurotower si aspetta un Prodotto interno lordo dell’area euro in contrazione dello 0,4% quest’anno (è stato rivisto al rialzo dello 0,2% rispetto alle stime di giugno) e in crescita dell’1% nel 2014 (in calo dello 0,1% rispetto a quanto previsto a giugno). I rischi sulla ripresa economica dell’area euro sono visti al ribasso, anche se tra i fattori che potrebbero impattare negativamente si è aggiunto il rialzo dei prezzi delle materie prime nel contesto di rinnovate tensioni geopolitiche, con chiaro riferimento alla crisi siriana. L’inflazione invece dovrebbe attestarsi all’1,5% nel 2013 (stima ritoccata al rialzo dello 0,1%) e all’1,3% nel 2014. 
Per chi tra gli analisti si aspettava una guidance più dettagliata da parte della Bce, stile BoE o Fed, è forse rimasto deluso. Perchè Draghi non si è spinto a legare l’orientamento della Bce a nessuna variabile economica, precisando: “per ora la liquidità in eccesso è equilibrata, ma siamo pronti a intervenire”. Il governatore della banca centrale europea non si sbilanciato ribadendo che continueranno a “monitorare le informazioni in arrivo sugli sviluppi economici e monetari”.
Anche in questa occasione Draghi ha invitato i governi a continuare sulla strada delle riforme e del consolidamento dei conti. “Per ridurre gli squilibri e promuovere la competitività, la crescita e la creazione di posti di lavoro, i paesi dell’area dell’euro devono continuare con il loro programma di riforme – ha detto Draghi – Per quanto riguarda le politiche di bilancio, i governi non dovrebbero far svanire i loro sforzi per ridurre i deficit e proseguire sulla strada delle riforme”. 
Caso Grecia e possibili nuovi aiuti
E proprio a riguardo delle riforme e dei conti pubblici, è stata d’obbligo la domanda sulla Grecia e sull’ipotesi di un nuovo piano di aiuti. Una ipotesi non esclusa da Draghi: “L’attuale piano di sostegno a favore della Grecia scade a fine 2014 e questo lascia un po’ di tempo all’Eurogruppo per valutare una possibile estensione”, ha risposto, proseguendo: “Se ci sarà una proroga, ci saranno anche nuove condizioni”.
Dal numero uno della Bce è arrivato invece un “no comment” sulla situazione politica italiana: “Capirete perché”, ha detto durante la conferenza stampa.
Supervisione bancaria
Altro tema affrontato dal governatore della banca centrale europea ha riguardato la regolamentazione e la supervisione bancaria. “Proseguono le discussioni con il Parlamento Europeo e arriveranno notizie positive nei prossimi giorni”, ha detto Draghi. A metà ottobre, invece, “ci saranno i dettagli sulla revisione della qualità degli asset delle banche” europee.
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