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La Bce chiede più trasparenza agli hedge fund

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La Banca Centrale Europea ritiene che sia opportuno aumentare il livello di trasparenza degli hedge funds per conoscere il loro impatto sul sistema finanziario. L’organismo sostiene che la regolamentazione di questi strumenti potrà essere soddisfacente solo in presenza di una normativa internazionale

Un lungo articolo contenuto nell’ultimo bollettino mensile della Banca Centrale Europea evidenzia la preoccupazione dell’autorità monetaria continentale per la crescita esponenziale dell’industria degli hedge funds o fondi a gestione alternativa. La BCE ha cercato di analizzare l’esposizione e il livello di rischio che il sistema finanziario deve sopportare a causa dell’operato degli hedge fund.

I curatori del report hanno denunciato che la scarsa trasparenza del settore rende difficile qualsiasi tipo di valutazione. ‘Dalla crisi del long Term Capital Management – un hedge fund che ha dichiarato default nel 1998 a causa di un’esposizione pari a cinquanta volte il patrimonio gestito – sembra che la maggior parte degli hedge abbia fatto un uso moderato dell’effetto leva, anche se una valutazione precisa della riduzione del leverage viene limitata dalla scarsa trasparenza delle informazioni’, si legge nel report.

Pur riconoscendo che gli hedge fund possono svolgere un ruolo benefico per il sistema finanziario, la BCE punta il dito sull’opacità che caratterizza la trasparenza del comparto. L’organismo comunitario ritiene che sia molto importante instaurare una collaborazione tra le autorità monetarie e le società che progettano e commercializzano questa tipologia di fondi comuni di investimento.

La BCE sottolinea l’assenza di un regime normativo degli hedge fund che trovi applicazione in tutti i paesi dell’Unione Europea, anche se ricorda che alcuni paesi ( Spagna, Francia, Germania etc) hanno approntato legislazioni nazionali per regolamentare il fenomeno. Il richiamo ad una normativa comune viene sottolineato nel seguente passaggio: ‘ le differenti normative nazionali, adottate per regolamentare strumenti di gestione del risparmio non armonizzati e sprovvisti di un passaporto europeo – come gli hedge fund – hanno provocato una frammentazione del segmento che potrebbe rappresentare un ostacolo allo sviluppo del mercato unico’.

‘Qualsiasi tentativo di adottare una normativa nazionale deve far fronte alla necessità di progettare una normativa europea’, si legge nel report. La BCE loda il lavoro svolto nel corso della formulazione del pacchetto di norme ‘Basilea II’. Questo pacchetto ospita alcune norme che puntano ad un controllo indiretto dell’operato degli hedge fund, soffermandosi sulla valutazione dei rischi che le banche si accollano nelle relazioni con gli hedge fund. Ricordiamo che le banche sono esposte verso gli hedge fund in modo diretto e indiretto: direttamente attraverso il finanziamento degli hedge; indirettamente a causa dell’esposizione verso entità che hanno rapporti stretti con gli hedge.

La BCE menziona i possibili effetti positivi derivanti dall’adozione di una regolamentazione europea degli hedge: 1) possono contribuire a garantire la liquidità del mercato perché sono disposti ad accollarsi dei rischi in fasi di mercato caratterizzate da una volatilità elevata; 2) l’assunzione di rischi da parte degli hedge può contribuire allo sviluppo dei mercati non regolamentati e ad una più omogenea distribuzione dei rischi tra i partecipanti al mercato; 3) l’arbitraggio operato dagli hedge può tornare utile al processo di esplorazione delle inefficienze del mercato; 4) permettono una diversificazione dei portafogli. A cura di fondionline.it