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Bce, attesa conferma tasso refi e prossimo rialzo a marzo

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Apertura in tono debole per i maggiori listini europei nella giornata in cui la Banca centrale europea è chiamata a decidere sui tassi di interesse di Eurolandia ma, soprattutto, a preparare il terreno per le prossime mosse di politica monetaria. Una riunione, quella di oggi, che precede un altro importante appuntamento per l’economia globale, l’incontro dei ministri finanziari e dei banchieri centrali del G7 venerdì e sabato.


Alle 13:45 il comunicato di Eurotower è atteso confermare il tasso Refi al 3,5% ma nella conferenza stampa seguente il presidente Trichet dovrebbe ribadire la necessità di ulteriore rimozione dello stimolo monetario, indicazione che il mercato prevede si concretizzerà già a marzo con una mossa di 25 punti base. Che la politica monetaria sia ritenuta dai banchieri centrali europei ancora troppo accomodante è risultato chiaro dalle dichiarazioni susseguitesi nel corso dell’ultimo mese. Particolarmente preoccupato è apparso Weber (Bundesbank), più per gli effetti che potrebbero derivare dal round di contrattazioni salariali che si aprira con l’Ig Metall che per le conseguenze dell’incremento dell’Iva tedesca che, in ogni caso, non ha ancora fatto sentire completamente i suoi effetti sui prezzi. “Se gli accordi salariali saranno troppo elevati – ha dichiarato Weber – e metteranno in pericolo la stabilità dei prezzi, saranno necessari ulteriori rialzi dei tassi di interesse”. Il maggiore sindacato tedesco, le cui rivendicazioni fanno spesso da benchmark per il Vecchio continente, si avvia agli incontri particolarmente agguerrito.

A favorire una guardia alta da parte della Bce sul fronte prezzi è anche l’accenno di risveglio del barile, rifattosi sotto a quota 60 dollari al barile a inizio settimana, e l’indesiderato incremento della massa monetaria M3, entrambi elementi ricordati dallo stesso Jean-Claude Trichet. L’indicatore di liquidità nel sistema, tenuto in grande considerazione a Francoforte, a dicembre ha toccato i massimi degli ultimi 17 anni a 9,2.


Il tutto è accompagnato da un outlook economico forte, uno scenario che se ulteriormente confermato chiuderà il cerchio per una politica monetaria che dovrebbe vedere i tassi di interesse toccare un picco al 4% entro fine anno.


Nella seduta odierna non sarà solo la Bce a riunirsi. Anche la Bank of England è attesa dal mercato alla conferma del tasso di interesse attuale, al 5,25%, dopo il rialzo a sorpresa nel precedente incontro. Si tratterebbe solamente di una pausa in quanto la Banca d’Inghilterra dovrebbe ritoccare nuovamente i tassi del Regno Unito nella riunione di marzo prima di fermarsi e attendere di vedere gli effetti delle passate decisioni sull’andamento dei prezzi al consumo.



 

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