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Bce: attenzione a parole Draghi su rallentamento, ma riunione chiave sarà quella del 7 marzo (analisti)

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Nella riunione di domani, la prima del 2019, la Banca centrale europea (Bce) molto probabilmente terrà un atteggiamento cauto in attesa di sviluppi, senza dare indicazioni riguardo la politica di normalizzazione, dopo la fine del piano di Qe di dicembre. “Date le incertezze che ci attendono, in termini di Brexit e guerre commerciali ancora in corso – sostiene Aneeka Gupta, Associate Director of Research di WisdomTree – ci aspettiamo che la Bce rimanga in attesa e rinvii ogni decisione sull’eventuale passaggio alla politica di normalizzazione alla riunione del 7 marzo, quando sono previste le nuove proiezioni macro”.

Già in passato la Bce ha modificato la propria valutazione dei rischi in riunioni che prevedevano anche le nuove proiezioni economiche. Le precedenti stime di crescita, pari all’1,7% sia per il 2019 che per il 2020, appaiono infatti ottimistiche e molto probabilmente saranno riviste al ribasso. La riunione del 7 marzo dovrebbe quindi essere di maggiore rilievo. Uno spunto a questo riguardo però potrebbe arrivare domani dalle parole del governatore Mario Draghi nel corso della conferenza stampa. “Con molta probabilità – prosegue Gupta – parlerà del rallentamento della crescita dell’Eurozona”. Dall’ultima riunione del 13 dicembre infatti i dati chiave economici dell’area Euro si sono ulteriormente indeboliti – la produzione industriale ha subito una flessione dell’1,7% a novembre e l’indice Pmi composito è calato dell’1,2% arrivando al 51,1 in dicembre.