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Bce sotto attacco per QE. Per S&P tapering e rialzo tassi entro fine anno: ecco come

Sabine Lautenschläger, membro del board, attacca la banca centrale: “Si prepari a riduzione graduale della sua dose di medicina monetaria”

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Nuovo attacco alla politica monetaria della Bce ultra accomodante, mentre S&P rende noto lo scenario di base sulle prossime mosse di Draghi & Co. Secondo l’agenzia di rating, la Bce estenderà il programma di Quantitative easing all’anno prossimo ma, già a partire dal secondo semestre di quest’anno, ridurrà la portata di bond che acquista con il suo programma di Quantitative easing.

Una riduzione c’è già stata ed è iniziata ad aprile, con un acquisto di bond per un valore di 60 miliardi di euro al mese, rispetto a quello di 80 miliardi al mese precedente. Ora, secondo S&P, il tapering – perchè di tapering si tratta – andrà avanti, con l’ammontare di bond acquistati su base mensile che scenderà ulteriormente, a 40 miliardi di euro. S&P ritiene anche che, sempre nel secondo semestre dell’anno, la Bce alzerà i tassi sui depositi (al momento negativi a -0,4%), fino allo zero. I tassi principali di rifinanziamenti saranno invece lasciati fermi, al livello attuale, almeno fino al 2019.

Sono queste le ipotesi dell’agenzia di rating, in vista del prossimo meeting della Bce della prossima settimana, in data 7-8 giugno, in Estonia.

Intanto, si intensificano gli attacchi contro il bazooka monetario di Draghi. Stavolta è stata la stessa Sabine Lautenschläger, che siede nel board della Bce, ad affermare che la ripresa economica robusta implica che la Bce “deve prepararsi a ridurre lentamente la dose della sua medicina monetaria”.

Così la funzionaria:

“Tutti gli ingredienti necessari a un aumento appropriato dei prezzi sono presenti. Esitare troppo a lungo creerà solo nuovi problemi”.

Ennesimo attacco anche dal noto falco della Bce, Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank, banca centrale tedesca.

“L’attuale outlook economico, insieme al miglioramento della bilancia dei rischi, suggerisce che la Bce inizi a discutere se non sia il momento di rivedere la nostra forward guidance”.

E, a tal proposito, il Wall Street Journal segnala che secondo gli economisti la Bce potrebbe iniziare a modificare il proprio messaggio agli investitori, già in occasione della riunione della prossima settimana. Secondo le indiscrezioni, dal comunicato potrebbe emergere che i funzionari prevedono ora un avvicinamento dell’inflazione al target della Bce nel corso dei prossimi mesi, nonostante il calo del dato dell’Eurozona dall’1,9% di aprile all’1,4% di maggio.