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Bce apre a nuove TLTRO contro credit crunch. Ma con termini meno vantaggiosi banche italiane rischiano più di mezzo miliardo

stando ai dati della Bce, le banche italiane sono quelle che hanno ricevuto la fetta più grande dei prestiti nelle precedenti aste, per un valore superiore a…

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In un contesto di evidente rallentamento dell’economia dell’Eurozona, la Bce sta lavorando a nuovi finanziamenti a favore delle banche dell’area, risfoderando l’arma del TLTRO utilizzata più volte in passato. E’ quanto è emerso dalle minute della Bce, relative all’ultima riunione del Consiglio direttivo.

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L’obiettivo di nuove eventuali operazioni TLTRO è evitare il credit crunch, attraverso l’erogazione di liquidità agli istituti che, con più soldi in cassa, vengono messi in grado di liberare maggiori risorse all’economia attraverso il credito a famiglie e imprese.

Già il capo economista della Bce, Peter Praet, aveva detto due giorni fa che, in occasione del prossimo meeting del Consiglio direttivo, in calendario il 7 marzo, i banchieri avrebbero valutato l’eventualità di lanciare un nuovo piano di TLTRO (acronimo che sta per Targeted Long-Term Refinancing Operation).

Praet aveva fatto notare il rischio che le banche che scontano la debolezza dello scenario economico e la cui redditività è a più a rischio potessero essere costrette, se non a chiudere, almeno a stringere i rubinetti del credito.

Non era mancato, tuttavia, l’invito a non avere aspettative troppo alte:

“Ne discuteremo (dell’opzione) molto presto nel Consiglio direttivo”, ma ciò non significa che prenderemo una decisione…in quel momento”. Dovranno essere stabiliti i parametri degli eventuali nuovi prestiti che si deciderà di erogare, fattore che dipende da “quanti stimoli si vorranno erogare o meno“.

A tal proposito un articolo de Il Sole 24 Ore cita un calcolo di Equita Sim, da cui risulta che i finanziamenti erogati dalla Bce alle banche italiane si sono tradotti in un “beneficio annuo per le prime 10 banche italiane pari a 550 milioni in termini di maggiori ricavi”.

Di fatto, spiega Il Sole, la Bce “regala agli istituti lo 0,4% sulle somme ritirate alle aste e riversate sull’economia”. Questi maggior ricavi su base annua, superiori a mezzo miliardo, sono allo stato attuale delle cose “un omaggio che è destinato a sparire e ad essere sostituito dalla nuova manovra a tasso variabile della Bce, che ragionevolmente sarà meno generosa e relativa a uno stock più contenuto”. Di qui, il rischio calcolato in più di mezzo miliardo per i 10 principali istituti italiani.

Il consiglio alle banche italiane che emerge dalle minute è, inoltre, quello di non avere troppe aspettive sulla manna dal cielo in arrivo dalla Bce sotto forma di operazioni TLTRO.

Nei verbali stessi della Bce si legge tra l’altro che una tale decisione “non dovrebbe essere presa con eccessiva fretta”.

Attenzione anche a vecchi TLTRO in scadenza

Il mistero sarà sciolto ben presto, comunque, visto che “le analisi tecniche necessarie per preparare le opzioni di politica monetaria per future operazioni di liquidità dovrebbero procedere con rapidità”.

“Guardando avanti – si legge ancora – è stato indicato come debba essere preso in considerazione l’outlook delle condizioni di liquidità nel settore bancario, dato che i rimborsi” dei prestiti Tltro (precedentemente erogati) “si stanno avvicinando e potrebbero dare origine” a un effetto significativamente negativo.

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C’è da dire però che il membro del Consiglio direttivo Ewald Nowotny ha sottolineato che, “personalmente, al momento non vedo la necessità di ulteriore liquidità”, a conferma di una Bce più accomodante che deve fare sempre i conti con l’ala dei falchi.

Lo stesso numero uno della Bce Mario Draghi, in occasione della conferenza stampa successiva alla prima riunione del Consiglio direttivo del 2019, aveva confermato che l’argomento del TLTRO era stato affrontato.

Da segnalare che, stando ai dati della Bce relativi alla fine di aprile, le banche italiane sono quelle che hanno ricevuto la fetta più grande dei prestiti nelle precedenti aste TLTRO, per un valore superiore a 250 miliardi, quasi un terzo del totale; la Spagna ha ricevuto 173 miliardi di euro, le banche francesi 115 miliardi e le tedesche 95 miliardi.

Complessivamente, le banche europee hanno ricevuto con lo schema 760 miliardi di euro di finanziamenti, molti dei quali derivano dai quattro round del programma di LTRO  lanciato nel marzo del 2016.