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Basilea 4, Bankitalia: accordo raggiunto. McKinsey: ci sarà bisogno di 120 miliardi di capitali in più

Dal report, che ha preso come riferimento 130 banche europee, emerge che gli attuali CET1 ratio “scenderebbero del 29%, dal 13,4 ratio attuale al 9,5%”.

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Basilea 4, intesa finalmente raggiunta?  Lo scoglio dell’ouput floor sarebbe stato finalmente superato, e i lavori sarebbero sostanzialmente conclusi.  E’ quanto, secondo un articolo de Il Sole 24 Ore, ha reso noto Bankitalia, tramite un intervento sulla regolazione bancaria internazionale del responsabile della vigilanza, Carmelo Barbagallo.

L’intesa sarebbe stata raggiunta lo scorso mese, e la ratifica è attesa a questo punto entro dicembre.

L’ostacolo contro cui si erano imbattute più volte le autorità globali di regolamentazione delle banche, quello dell‘output floor per all’appunto, sarebbe stato superato, con la fissazione di una soglia pari al 72,5%.

L’output floor, in sostanza, è un parametro che limita il modo in cui le richieste di capitale stabilite dalle banche nei propri modelli di rischio possono divergere rispetto ai diktat, sempre sul capitale, a cui gli istituti dovrebbero adeguarsi secondo i modelli più severi decisi dalle autorità.

Un recente articolo di Reuters sottolineava come l’Europa fosse favorevole a un output floor pari al 70%, mentre gli Stati Uniti avevano chiesto un livello di almeno il 75%. Fonti sentite da Reuters avevano riferito due settimane fa, circa, che la Francia, in particolare, aveva fatto notare come la fissazione di un floor a un livello superiore al 70% si sarebbe tradotta nella necessità di varare aumenti significativi di capitale per le banche francesi.

Lo stesso ministro francese delle Finanze, Bruno Le Maire, aveva detto ai giornalisti riuniti a Lussemburgo, a margine della riunione dell’Ecofin, che non ci sarebbe dovuto essere alcun aumento sostanziale delle richieste di capitali.

Ma d’ora in avanti – o almeno, da quando l’accordo di Basilea 4 diventerà effettivo – la situazione sarebbe destinata a cambiare, visto che la fissazione della soglia dell’output floor al 72,5% significa che gli istituti del Nord Europa dovranno adeguare i loro modelli interni alle regole standard; fattore che potrebbe renderli, a livello europeo, meno competitivi rispetto alle banche italiane, a causa dei maggiori accantonamenti richiesti.

Attenzione tra l’altro al report di McKinsey dello scorso aprile, in base a cui  l’entrata in vigore delle regole di Basilea 4 presenterà un conto salato per tutti gli istituti di credito europei, pari a ben 120 miliardi di euro.

Dal report, che ha preso come riferimento 130 banche europee, emerge che gli attuali CET1 ratio “scenderebbero del 29%, dal 13,4 ratio attuale al 9,5%”. Considerando che le attuali richieste per gli istituti europei sono di un CET1 del 10,4% circa, ciò significa che si verrebbe a creare un ammanco di capitale di 120 miliardi di euro circa. 

Non solo: in media, il ROE delle banche europee “scenderebbe dall’8% al 7,4%, nel caso in cui non ci fosse alcuna azione per mitigare gli effetti delle nuove regole e ferma restando la conformità delle banche alle richieste di capitale stabilite con Basilea 3”.

In ogni caso, stando a quanto riportato da Il Sole 24 Ore, Barbagallo avrebbe detto che il risultato della revisione di Basilea 3, “grazie anche alle posizioni portate avanti dalla Banca d’Italia, risulterà in linea con le indicazioni dei governatori e dei capi della vigilanza (Ghos), che avevano chiesto di rivedere le metodologie senza aumentare significativamente i requisiti di capitale complessivi”.  Barbagallo ha aggiunto che “le nuove regole non aumenteranno significativamente i requisiti di capitale”.