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Barclays: tre gli scenari nel dopo voto, il mercato vorrebbe una grande coalizione

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L’instabilità politica probabilmente prevarrà nel breve termine e rallenterà la realizzazione della maggior parte delle necessarie riforme strutturali, a meno che ci sia la formazione di una grande coalizione tra Pd, Pdl e Centro. Parola di Barclays che commenta così il fresco esito incerto delle elezioni italiane. Molte importanti riforme sono già state fatte dal governo dei tecnici per riguadagnare la fiducia dei mercati e dei partner europei. L’Italia quindi, spiegano gli analisti, non può rischiare di rimanere intrappolata in un impasse politico per troppo tempo. Se invece tale condizione persistesse e le parti non fossero in grado di accordarsi su una grande coalizione, per Barclays aumenterebbe la probabilità per il Paese di chiedere una linea di credito precauzionale.

Tre i potenziali scenari che gli esperti inglesi hanno messo a punto. Il primo, gradito al mercato, prevede la formazione di una temporanea grande coalizione da parte di Pd, Pdl e partiti di centro a sostegno di un governo provvisorio che si ponga come priorità la riforma elettorale. In questo caso, le prossime elezioni, a detta del broker, potrebbero giungere per la fine di quest’anno o l’inizio del prossimo.

Il secondo vede il centrosinistra (Pd+Sel) alla ricerca di un’alleanza post-elettorale con il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Dalle ultime dichiarazioni del leader di Sel Nicky Vendola, fa notare la banca d’affari, questa possibilità è sulla carta. Possibilità positiva nel breve termine in quanto sarebbe una via di fuga dell’Italia all’inevitabile incertezza su nuove elezioni, ma non la migliore nel medio termine. Una coalizione tra Pd, Sel e M5S potrebbe risollevare le questioni in merito alla difficoltà di convergere sulle riforme strutturali chiave, ancora necessarie per migliorare la competitività globale dell’economia italiana.

Nuove elezioni è il terzo scenario. Da una prospettiva di mercato, questa possibilità sarebbe la meno propizia. Con l’attuale sistema di voto, le nuove elezioni potrebbero non garantire un Parlamento stabile. In questo caso, proseguono gli esperti, nuove elezioni si terrebbero entro la fine di maggio o inizio giugno, con il nuovo Parlamento incaricato per prima cosa di eleggere il nuovo presidente della Repubblica (il mandato di Giorgio Napolitano scadrà il 15 maggio).