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Barclays rilancia a 67,5 miliardi di euro per Abn Amro

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La pressione portata sulla banca inglese Barclays dalle parole pronunciate nel fine settimana dall’amministratore delegato di Abn Amro Rijkman Groenink sembra avere portato dei risultati. Il colosso britannico del credito ha infatti reso noto di aver modificato al rialzo la propria offerta per acquisire l’istituto olandese portandola a 67,5 miliardi di euro contro i 64 precedenti e inrementando la parte in contanti dell’offerta a 24,8 miliardi di euro. La proposta, sicuramente migliorativa rispetto alla precedente, è tuttavia ancora inferiore ai 71,1 miliardi di euro, per la maggior parte cash,  messi sul piatto dal consorzio formato da Royal Bank of Scotland (Rbs), Santander e Fortis.


Bisognerà ora attendere le reazioni del gruppo di azionisti di Abn Amro schieratisi a favore dell’offerta del consorzio Rbs-Santander-Fortis mentre da tempo è noto che la preferenza di Rijkman Groenink è sempre stata a favore dei britannici di Barclays. Il numero uno del colosso olandese lo aveva ribadito una volta di più nel fine settimana sottolineando di essere totlamente convinto “che una fusione con Barclays sia la soluzione migliore” in termini di contenuti e strategie. Con lui sono schierati tutti coloro che hanno a cuore la crescita a lungo termine della banca e tra questi i dipendenti. Tuttavia è stato lo stesso Groenink ad ammettere che l’offerta dell’istituto britannico necessitava di un ritocco al rialzo in quanto “insufficiente”. In special modo se confrontata quanto messo sul piatto dal consorzio formato dalla Royal Bank of Scotland (Rbs), dal Santander e da Fortis, 71,1 miliardi di dollari che fanno gola soprattutto per chi alle strategie di lungo termine preferisce una monetizzazione rapida del proprio investimento anche a costo di fare della banca olandese uno spezzatino.

Non bisogna dimenticare, d’altronde, che Abn Amro è finita sul mercato anche a seguito della non celata insoddisfazione dei suoi azionisti nei confronti dell’operato di Groenink e dell’andamento debole del titolo azionario in Borsa. Proprio a questi azionisti si è riferito il numero uno dell’istituto olandese per invitare Barclays a scucire qualche soldo in più. “Esiste un sostanzioso gruppo di hedge fund e speculatori (pari a circa il 30-40% del capitale) che hanno l’interesse a ottenere il prezzo più alto possibile dalla cessione dell’istituto e preferibilmente in contanti” ha affermato Groenink a un quotidiano olandese.


Ora la nuova offerta di Barclays, sostenuta secondo quanto riferito da Reuters, da un grosso investimento da parte di China Development Bank e Singapore Temasek dovrà essere valutata dal board della banca olandese. Appare complicata la possiblità di ulteriori rilanci da parte del colosso britannico sul quale tra ‘altro si potrebbe abbattere la tegola dei mutui subprime. Secondo quanto riportato da voci riportate dal Wall Street Journal di sabato, Barclays potrebbe avere investito circa 400 milioni di euro nel fondo hedge Bear Stearns Asset Management’s High Grade Structured Credit Strategies Enhanced Leveraged Fund, dichiarato ormai praticamente senza valore da Bear Stearns. Barclays aveva ammesso, in un comunicato recente, di avere un’esposizione su questo fondo senza tuttavia quantificarne l’entità.