Barclays: il petrolio potrebbe beneficiare del fallimento dei colloqui sul nucleare iraniano

Inviato da Luca Fiore il Lun, 12/03/2012 - 16:15
Segno meno per il Brent, in calo dell'1,5% a 124,5 dollari, e per il benchmark statunitense il Wti, che in questo momento scende dell'1,7% a 105,7 dollari il barile. "Il driver fondamentale per il mercato continua ad essere l'Iran alla luce della ripresa dei colloqui sul programma nucleare", si legge nel Commodity Briefing diffuso da Barclays Capital. "Riteniamo improbabile un conflitto miliare [...] tuttavia se i colloqui dovessero fallire clamorosamente, i venti di guerra fornirebbero un ulteriore sostegno ai prezzi del Brent". Indicazioni rialziste anche dai fondamentali "visto che i dati relativi la bilancia commerciale cinese hanno evidenziato un consumo di petrolio a livelli da record".

Sempre per quanto riguarda il commercio estero del Regno di Mezzo, a febbraio le importazioni di rame con un +106% annuo hanno evidenziato il secondo valore più alto mai registrato. "Dietro il balzo registrato a febbraio -continua il report di Barclays Capital- ci sono diverse cause. Il rialzo può essere attribuito in primo luogo alla debolezza registrata a febbraio 2011, poi all'andamento dei finanziamenti ed infine ai ritardi nelle spedizioni". In un'ottica di lungo periodo è da rilevare che gli acquisti di febbraio sono serviti anche "alla ricostruzione delle scorte, che riteniamo inferiori ai livelli registrati lo scorso anno".
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