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Barclays Capital: per centrare Basilea III alle banche europee servono 244 miliardi

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Raggiungere gli obbiettivi di Basilea 3 senza aumento di capitale?

Molte banche europee affermano che si può, ma Barclays Capital avverte: tagli al bilancio e utili non distribuiti potrebbero non bastare.


Stando a quanto affermano gli istituti europei, annotano in un report emesso venerdì scorso ma diffuso solo oggi gli analisti della banca d’affari inglese, la combinazione di riserve e taglio nei costi dovrebbe portare il core tier 1 delle banche dall’attuale 7% a circa il 10% nel 2013, per un incremento annuo dell’1%. Tuttavia, secondo BarCap un simile tasso potrebbe non essere facile da raggiungere, considerato che, in tempo di pace – prima cioè della crisi dei mercati – l’aumento nel core tier 1 delle banche aumentava mediamente di soli 20 punti base annui. La maggior parte delle banche fa affidamento sugli utili non distribuiti per raggiungere l’obiettivo in tempi rapidi, ma un simile “piano” implica l’essere certi che lo scenario macroeconomico non cambi e che gli utili restino almeno costanti, cosa che, visti i tempi che corrono, non è per nulla certo.


Secondo il report di Barclays Capital, poiché i coefficienti di capitale degli istituti di credito devono essere aumentati di 280-300 punti base per essere portati sopra il 7-8%, le banche dovranno ricostituire il capitale di circa 244 miliardi di euro, oppure in alternativa ridurre gli asset pesato per il rischio del 28%.


Non è mai capitato finora, nota Barclays Capital, che le banche europee adottassero soluzioni diverse dall’aumento di capitale per ottenere un risultato del genere, il che non significa che non sia possibile, ma certo vuol dire che una diversa soluzione sarebbe un terreno inesplorato, soprattutto per quelle banche che sono maggiormente esposte alle variabili macroeconomiche. Gli analisti inglesi indicano tra queste ultime Credit Suisse, Deutsche Bank, Credit Agricole, SocGen, KBC e UBS. Più stabile, invece, sarebbe la situazione per Standard Chartered, HSBC, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi, BBVA e BNP Paribas.


Gli istituti più esposti potrebbero avere delle difficoltà nel rispettare il proprio piano di ricostruzione del core tier 1 senza aumento di capitale, e per questo motivo la loro valutazione potrebbe risentire di più nel caso non raggiungessero in tempo gli obiettivi di Basilea 3. Non è detto comunque, secondo Barclays Capital, che le banche elencate vorranno tentare la strada dell’aumento di capitale, a meno di un “double dip” dell’Eurozona.