Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti, ora la sfida per il rilancio dell'economia

Inviato da Marco Barlassina il Mer, 05/11/2008 - 09:21

Barack Obama è il 44esimo presidente degli Stati Uniti. Con 360 grandi elettori il candidato democartico ha superato di larga misura lo sfidante John McCain. Ora per il nuovo presidente parte la sfida più difficile: quella per il rilancio dell'economia americana. Le prime reazioni dei mercati, a partire dal +4% dell'S&P500 ieri (quando già le prime proiezioni davano Obama largamente vincente) si rivelano positive. Nella notte poi subito dopo l'annuncio ufficiale della vittoria anche i future sugli indici statunitensi hanno svoltato verso l'alto, così come ha fatto il dollaro, apprezzatosi nei confronti delle principali valute.

Si scommette dunque su un'uscita dalla crisi più veloce e su una ripresa dell'economia in tempi rapidi dopo la fine dell'incertezza sul nome del nuovo inquilino della Casa Bianca, ma anche su una ascesa della fiducia popolare nei confronti del Presidente. Al predecessore George W. Bush restano comunque ancora 77 giorni "per fare danni" come ha scritto il New York Times. L'insediamento di Obama avverrà infatti solo il 20 gennaio prossimo.

Ulteriore elemento a favore della stabilità e di un rapido intervento anche nell'economia è l'ampia maggioranza di cui i democratici godranno anche al Congresso, circostanza che ha in sè le potenzialità per rendere più agevole il passaggio di provvedimenti di legge. Obama dovrà infatti fronteggiare sfide impegnative in settori che con la crisi stanno già vivendo uno dei periodi più neri della storia, dall'industria dell'auto, alla finanza, fino al manifatturiero in genere, penalizzato dalla caduta dei consumi.

I democratici sono usualmente considerati più sensibili al tema della presenza dello Stato nell'economia e a quello della redistribuzione del reddito tra le classi sociali. Ma il compito di Obama, pare certo, sarà quello di scrivere una sorta di nuovo New Deal, il "nuovo corso" varato dal presidente Franklin D. Roosevelt nel 1933 e che conteneva una serie di interventi per risollevare il Paese dalla Grande depressione iniziata nel 1929. Obiettivo: creare nuovi posti di lavoro, riformare le regole dei mercati finanziari e rimettere mano al sistema di welfare.

Tra i progetti di Barack Obama c'è quello di una moratoria di 90 giorni sui pignoramenti di case che eviterebbe l'azione di quegli istituti finanziari sostenuti dal governo nei confronti di chi ha problemi nel pagare le rate del mutuo. La ricetta di Obama per la creazione di nuovi posti di lavoro passa invece dall'investimento di 25 miliardi nella manutenzione di opere pubbliche, all'avvio di progetti per aumentare l'efficienza energetica, fino al raddoppio (fino a 50 miliardi) delle garanzie sui prestiti per i produttori di auto. In tema di politica fiscale la risposta alla crisi delineata da Obama prevede una riduzione delle tasse ai lavoratori con un reddito inferiore ai 250mila dollari e l'eliminazione dell'imposta sui capital gain per gli investimenti in piccole aziende e start-up.

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