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Bankitalia vede Pil 2016 a +1,5% con sponda Legge stabilità, ma aumentano rischi legati a contesto globale

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Il ritmo di crescita dell’economia italiana dovrebbe raddoppiare quest’anno con un’importante sponda dalle misure di stimolo introdotte dalla Legge di stabilità 2016. E’ quanto indicato da Bankitalia che vede il prodotto interno lordo italiano crescere attorno all’1,5 per cento nel 2016 e nel 2017 rispetto al +0,8% con cui dovrebbe essersi chiuso il 2015. L’inflazione dovrebbe invece salire progressivamente allo 0,3 quest’anno e all’1,2 il prossimo.
“Gli investimenti, caratterizzati finora da una dinamica modesta, potrebbero beneficiare di prospettive di domanda e condizioni di finanziamento più favorevoli e degli effetti delle misure di stimolo introdotte dalla legge di stabilità”, sottolinea Bankitalia nel nuovo Bollettino Economico diffuso oggi. L’istituto di via Nazionale prevede che all’espansione dei consumi contribuirà la ripresa del reddito disponibile, sostenuto anche dal rafforzamento del mercato del lavoro.

Meno export, ma aumenta il contributo della domanda interna
Le nuove previsioni sono sostanzialmente in linea con quelle dello scorso luglio ma con un diverso mix: a un minore impulso proveniente dagli scambi con l’estero, indotto dal rallentamento delle economie emergenti, si dovrebbe sostituire un maggiore contributo della domanda interna e di quella proveniente dall’area dell’euro, sostenute dalle politiche economiche e dal miglioramento delle condizioni del credito.
“Alla spinta delle esportazioni, che dopo aver sostenuto l’attività negli ultimi quattro anni risentono della debolezza dei mercati extraeuropei, si sta progressivamente sostituendo quella della domanda interna, in particolare per consumi e ricostituzione delle scorte”, sottolinea Bankitalia. 

Maggiori rischi legati a debolezza mercati emergenti 
Bankitalia sottolinea come i rischi sono comunque significativi, tra i quali sono molto rilevanti quelli associati al contesto internazionale, tornati in evidenza nelle ultime settimane, in particolare la possibilità di un rallentamento delle economie emergenti che potrebbe rivelarsi più marcato e duraturo di quanto finora ipotizzato e avere forti ripercussioni sui mercati finanziari e valutari. “La politica monetaria deve al contempo fronteggiare con decisione i rischi al ribasso per l’inflazione – si legge nel Bollettino Economico di Bankitalia – che potrebbero derivare sia da una crescita della domanda inferiore alle attese, qualora i margini di capacità produttiva inutilizzata restassero sugli attuali ampi livelli per un periodo prolungato, sia da ulteriori flessioni delle quotazioni delle materie prime, ove queste innescassero effetti di retroazione sulla dinamica dei salari. Presupposto per la realizzazione dello scenario qui delineato è che venga mantenuta in Italia e nell’area dell’euro la fiducia di famiglie, imprese e operatori finanziari e che proseguano con determinazione le politiche di sostegno ciclico”.