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Bankitalia spinge per la riforma delle Popolari, cresce l’attesa per l’assemblea di Bpm

QUOTAZIONI Bca Pop Milano
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Il monito di Bankitalia arriva alla vigilia dell’attesissima assemblea della Banca Popolare di Milano, in programma sabato 25 giugno. Nel corso di un’audizione alla Commissione finanze del Senato, ieri il vice direttore generale di via Nazionale, Anna Maria Tarantola, ha incentrato le sue parole sull’ordinamento e la governance delle Popolari. “Solo una modifica normativa può imprimere una spinta decisiva alla rimozione degli ostacoli ancora esistenti ad un effettivo controllo da parte degli azionisti, al ricambio del management inefficiente e al necessario rafforzamento patrimoniale”, ha dichiarato Tarantola.


Nel corso dell’audizione, il vice direttore generale di Bankitalia si è detta favorevole ad elevare i limiti al possesso azionario, favorire la partecipazione alle assemblee con aumenti delle deleghe e teleconferenza, aumentare il peso degli investitori istituzionali anche riservando loro la nomina di uno o più esponenti nei Consigli di amministrazione. Per quanto riguarda l’innalzamento dei limiti al possesso azionario all’interno delle Popolari, attualmente fissato allo 0,5%, “potrebbe essere rimessa allo statuto la definizione di questo limite”. Secondo alcuni analisti, il tetto del possesso azionario potrebbe essere elevato alla soglia del 3%.

L’altra proposta forte lanciata da Tarantola riguarda la trasformazione delle Popolari in società per azioni, almeno per quanto riguarda le banche popolari quotate. “Non siamo contrari alle proposte che permettono la trasformazione volontaria da banca popolare a società per azioni”, ha dichiarato l’esponente di Palazzo Koch. Su questo punto delicato restano cauti gli analisti di Intermonte, secondo cui “l’intervento di Tarantola non ha messo in discussione l’attuale principio del voto capitario”, ovvero la regola per cui ogni socio è titolare di un singolo voto indipendentemente dal numero delle azioni possedute.


Il monito della Banca d’Italia arriva alla vigilia dell’assemblea della Popolare di Milano, in programma sabato, chiamata a varare un aumento di capitale da 1,2 miliardi di euro e la modifica dello strike (da 6 a 2,7 euro) del prestito obbligazionario convertibile da 460 milioni di euro. A questo punto, però, il tema più caldo sarà l’innalzamento delle deleghe assembleari da tre a cinque, caldeggiato da Bankitalia ma che molto probabilmente incontrerà il voto contrario dei soci-dipendenti. Il presidente dell’istituto di piazza Meda, Massimo Ponzellini, ha dichiarato che qualora non passasse la proposta di incremento delle deleghe non darebbe comunque le dimissioni. La grande attesa per l’assemblea è certificata dal gran numero di soci in arrivo a Milano, che secondo le ultime indiscrezioni dovrebbero superare le 6.000 unità. A Piazza Affari il titolo Bpm continua a rimanere sotto pressione lasciando sul parterre quasi 4 punti percentuali a 1,547 euro.

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