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Bankitalia: nuovo record debito pubblico. BTP: spread, in cinque giorni crollo più forte da 2013 (GRAFICO)

Soltanto una settimana fa, scrive un articolo di Reuters, lo spread oscillava al di sopra di 200 punti base, al massimo in sette settimane. Il commento del gestore di JP …

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Spread BTP-Bund a 10 anni torna a rialzare la testa, dopo il calo in cinque giorni più sostenuto dalla metà del 2013.

Alle 12 ora italiana, lo spread segna un rialzo del 2,17% a 174 punti base. I tassi sui BTP decennali balzano del 3,5% al 2%, mentre è ancora più notevole il balzo dei rendimenti a 10 anni dei Bund tedeschi, oltre +14% allo 0,26%.

Tuttavia nell’ultima settimana, prima di tornare a salire nella sessione odierna, il differenziale ha perso ben 34 punti base, scendendo fino a 169 punti base, riflettendo una simile flessione dei tassi sui BTP.

Spread: forte calo, ma attenzione ad alert debito pubblico

Il merito non va attribuito a motivi di natura fondamentale ma, piuttosto, al rischio rientrato di elezioni anticipate nel paese, con l’accordo sulla riforma della legge elettorale Pd-M5S-FI-Lega affossato dai franchi tiratori.

Le sfide economiche per l’Italia rimangono, e sono state appena certificate con l’annuncio di Bankitalia, che ha reso noto, nel fascicolo ‘Finanza pubblica, fabbisogno e debito’, che nel mese di aprile il debito delle Amministrazioni pubbliche si è attestato a 2.270,4 miliardi, in aumento di 10,1 miliardi rispetto a marzo, e al nuovo record.

Il timore che gli investitori possano tornare a innervosirsi è sempre dietro l’angolo.

Soltanto una settimana fa, scrive un articolo di Reuters, lo spread oscillava al di sopra di 200 punti base, al massimo in sette settimane.

Così ha commentato la forte inversione del differenziale Iain Stealey, gestore del Global Bond Opportunities Fund di JP Morgan:

“La realtà è che il mercato si era posizionato con una view short sull’Italia a causa della possibilità che il paese tornasse al voto nel terzo trimestre. Quello a cui si sta assistendo ora è una combinazione dello smobilizzo di quelle posizioni (short) e della riflessione degli investitori secondo cui, in assenza di elezioni anticipate, sia possibile che lo spread oscilli attorno ai 172 punti base e i tassi siano vicini al 2%”.

Spread in calo anche per effetto Bce

La flessione dei tassi sui bond italiani conferma anche l’impostazione tuttora molto dovish della Bce di Mario Draghi, che non avrebbe alcuna fretta di ritirare il suo programma di Quantitative easing. Lo scudo sui BTP è ancora in piedi. Il debito pubblico italiano, in generale, rimane osservato speciale di chi guarda al mercato del reddito fisso.

Il maggior ottimismo sui bond italiani è confermato anche da un articolo che Bloomberg pubblica proprio oggi, in cui si fa riferimento ai BTP.

L’autore dell’articolo è Marcus Ashworth, che ha operato per 30 anni nel settore bancario e più di recente ha ricoperto la carica di responsabile strategist mercati presso Haitong Securities, a Londra.

Bloomberg: no a eccessivo ottimismo su calo spread

Ashworth fa notare che, “rispetto al resto dei titoli di debito della periferia dell’Eurozona, il trend dei BTP è stato piuttosto deludente, anche per il fatto che ha beneficiato dell’euforia post Macron in misura minore rispetto agli altri bond. Di conseguenza, “per l’Italia esiste ancora un margine di rialzo” (dei BTP, e dunque la possibilità di assistere a flessioni ulteriori dei tassi e dello spread).

Lo spread BTP-Bund “è ancora superiore di 70 punti base rispetto al range compreso tra 90 e 135 punti in cui ha oscillato per gran parte del 2015 e del 2016, anche se “quel periodo non è stato esente da balzi improvvisi dei tassi, a livelli tra l’altro neanche troppo lontani da quelli attuali”. Allo stesso tempo, “il valore mediano di 125 punti base appare piuttosto distante e il pensare che lo spread possa tornare a scendere fino a questo valore, nell’immediato, potrebbe indicare un eccesso di ottimismo”. Soprattutto alla luce del fatto che prima o poi, e comunque prima del maggio del 2018, gli italiani torneranno alle urne. E considerato, anche, che “il settore bancario della nazione è ben lungi dal versare in una condizione di stabilità”.