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Bankitalia predica prudenza e vede crescita modesta quest’anno per l’Italia

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Da Palazzo Koch una buona dose di prudenza sulle prospettive per il Belpaese. Bankitalia vede l’economia italiana in crescita moderata nel 2010 e nel 2011, con il permanere di fattori di incertezza. Il bollettino economico trimestrale diffuso oggi dall’istituto guidato da Mario Draghi vede l’Italia in crescita dello 0,7% quest’anno, per poi accelerare all’1% nel 2011. “A una domanda mondiale che potrebbe risultare più favorevole di quanto ipotizzato – si legge nel bollettino – fa da contraltare il rischio che le difficili condizioni del mercato del lavoro si mantengano deboli per un tempo maggiore”. “Nonostante il continuo miglioramento del clima di fiducia – prosegue Bankitalia – le imprese esitano ancora ad aumentare la produzione in presenza di un incerto irrobustimento degli ordinativi. Il parziale recupero dell’attività industriale registrato nel terzo trimestre, dai livelli molto bassi toccati nel secondo, non è proseguito nei mesi autunnali.


L’istituto di via Nazionale rimarca poi come la dinamica dei consumi e degli investimenti privati, nonostante il recupero del terzo trimestre del 2009, rimane debole. Sui consumi incide negativamente la situazione del mercato del lavoro. Il calo del numero degli occupati si traduce in una caduta del reddito disponibile delle famiglie, mentre l’incertezza sulle prospettive tende a frenarne la propensione alla spesa. A detta di Bankitalia il tasso di disoccupazione non dice tutto sul totale dei senza lavoro in Italia. Lo scorso novembre il tasso di disoccupazione è salito all’8,3 per cento, 2,4 punti in più rispetto al minimo dell’aprile del 2007. “Per valutare compiutamente il grado di utilizzo della forza lavoro disponibile, tuttavia – rimarca il bollettino di Bankitalia – ai “disoccupati” vanno aggiunti i lavoratori in Cassa integrazione guadagni e le persone “scoraggiate”, ovvero coloro che non cercano attivamente un impiego e sono quindi esclusi dal conteggio ufficiale dei disoccupati, pur avendo una probabilità di trovarlo analoga a quella di questi ultimi”. Palazzo Koch stima che, in questo concetto ampio, nel secondo trimestre del 2009 la quota di forza lavoro inutilizzata sia risultata superiore al 10 per cento, quasi 3 punti percentuali in più del tasso di disoccupazione. In presenza di ampi margini inutilizzati di capacità produttiva, anche la spesa delle imprese in beni strumentali si prefigura modesta.