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Bankitalia: Pil in negativo nel biennio 2012-2013, disoccupazione sopra l’11% nel 2013. Patrimonio banche si è rafforzato

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La Banca d’Italia traccia un quadro generale sulle prospettive del Belpaese partendo però da un’analisi più dettagliata sulle tante sfide dell’economia globale. Gli esperti di Via Nazionale, nel Bollettino economico pubblicato nel pomeriggio, sottolineano come in primavera si è indebolita l’attività economica, la cui ripresa è messa a dura prova dalla crisi debitoria della zona euro e dalla politica di bilancio negli Stati Uniti. “Le tensioni sui mercati finanziari dell’Eurozona, che si erano attenuate nei primi mesi dell’anno, da aprile si sono nuovamente intensificate”, è l’allarme di Via Nazionale che denota la percezione di una scorsa coesione dei Governi nell’orientare la riforma della governance europea. Bankitalia approva le decisioni importanti prese dall’Eurogruppo lo scorso 28-29 giugno ma adesso “è essenziale dare rapida attuazione a queste decisioni”.

Crescita. “Sulla base delle nostre valutazioni, nel secondo trimestre il Pil dell’Italia ha continuato a contrarsi, per poco più di mezzo punto percentuale rispetto al periodo precedente. La diminuzione ha riflesso il calo della domanda interna per consumi e investimenti; vi hanno inciso la debolezza dell’occupazione e dei redditi reali, la caduta della fiducia delle famiglie, le condizioni di accesso al credito solo in parte migliorate. Gli scambi con l’estero hanno continuato a sostenere l’attività economica”. Dopo questa analisi arrivano i numeri: nell’ipotesi che lo spread tra il rendimento del Btp a dieci anni e quello del corrispondente titolo tedesco si mantenga intorno ai 450 punti base, secondo Bankitalia il Pil italiano si ridurrebbe, in media d’anno, del 2% nel 2012 e dello 0,2% nel 2013.

Occupazione. L’occupazione scenderebbe di poco più dell’1 per cento quest’anno, mentre nel 2013 resterebbe stazionaria. Gli esperti di via Nazionale sottolineano che “a fronte di un significativo aumento della partecipazione al mercato del lavoro, già osservato nella prima parte del 2012, il tasso di disoccupazione si porterebbe al di sopra dell’11 per cento nel 2013”.

Inflazione. L’inflazione di fondo resta moderata e in giugno è rimasta stabile poco sopra al 3%. “La crescita dei prezzi continua a risentire dell’effetto degli aumenti delle imposte indirette dello scorso autunno, valutabile in circa un punto percentuale. L’inflazione di fondo, misurata al netto delle componenti più volatili, si mantiene al di sotto del 2 per cento. Secondo le nostre valutazioni la dinamica dei prezzi al consumo si porterebbe all’1,8 per cento nel 2013”, sostiene il Bollettino della Banca d’Italia.

Banche. Con le operazioni di rifinanziamento a tre anni dell’Eurosistema sono stati rimossi i rischi che si potessero verificare problemi nella liquidità delle banche e che questi potessero innescare una crisi sistemica. Via Nazionale ricorda però che le tensioni sul debito sovrano continuano a influire negativamente sulla raccolta all’ingrosso delle banche italiane, ancora in flessione; per contro, però, prosegue l’espansione della raccolta al dettaglio nelle forme tradizionali presso i risparmiatori residenti. “La fase recessiva si riflette sulla qualità del credito, ma la dotazione patrimoniale del sistema bancario italiano si è ulteriormente rafforzata”, spiega ancora Bankitalia.

Sul fronte del credito il costo dei prestiti alle imprese si è gradualmente ridotto dall’inizio dell’anno. Dai sondaggi condotti in primavera sono emersi segnali di attenuazione delle difficoltà di accesso al credito. Tuttavia i miglioramenti restano incerti e prosegue la debolezza delle quantità erogate. “Le prospettive del credito – prosegue il Bollettino di Via Nazionale – restano condizionate dal perdurare delle tensioni sui mercati finanziari internazionali e dallo sfavorevole quadro economico, che si riflette sulla domanda da parte di imprese e famiglie e sulle valutazioni degli intermediari riguardo al loro merito di credito”.

Governo. Infine uno sguardo sull’operato del Governo guidato Mario Monti. “Le misure di revisione e contenimento della spesa recentemente approvate dal Governo mirano a evitare gli effetti depressivi sui consumi derivanti dall’aumento delle aliquote dell’Iva già previsto per settembre, mantenendo invariati i livelli dei servizi grazie a recuperi di efficienza”, scrivono gli esperti di Via Nazionale. In prospettiva, sostiene la Banca d’Italia, “l’attività di revisione della spesa, insieme al contrasto all’evasione, può consentire di ridurre le aliquote fiscali, specie sul lavoro, favorendo la ripresa”. Nell’insieme, secondo Bankitalia, “i provvedimenti legislativi di liberalizzazione, di stimolo dell’attività economica e di riforma del mercato del lavoro varati negli ultimi mesi hanno introdotto mutamenti di carattere strutturale che incideranno positivamente sulle capacità di crescita della nostra economia, con effetti soprattutto nel medio periodo”.