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Bankitalia: nel 2013 Pil negativo ma fuori dalla recessione, disoccupazione ancora elevata ma inflazione vista in discesa

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Il Bollettino Economico di ottobre della Banca d’Italia certifica che l’economia tricolore, scesa nel secondo trimestre allo stesso ritmo del primo (-0,8%), ha continuato a ridursi anche nei mesi estivi, sebbene con un’intensità minore. “La debolezza della domanda per consumi e investimenti riflette condizioni finanziarie ancora tese, gli effetti delle manovre di bilancio sul reddito disponibile, la bassa fiducia di famiglie e imprese”, si legge nello studio di via Nazionale. E il prossimo anno? Le previsioni del Governo e dei principali analisti, pur prefigurando per l’Italia una crescita negativa nella media del 2013, restano “coerenti con un’uscita dalla recessione nel corso del prossimo anno”.

Gli esperti di Palazzo Koch prendono in esame anche le dinamiche dell’occupazione e dell’inflazione. “L’occupazione in Italia si è mantenuta pressoché stabile nel secondo trimestre, ma l’aumento dell’offerta di lavoro, concentrato tra i giovani, le donne e nelle regioni meridionali, ha sospinto il tasso di disoccupazione sopra il 10 per cento”. Bankitalia segnala che le retribuzioni lorde si sono ridotte in termini reali e le inchieste qualitative presso le imprese prefigurano un quadro occupazionale ancora sfavorevole.

L’inflazione è invece rimasta sopra il 3% nel terzo trimestre, riflettendo il rincaro dei prodotti energetici e gli effetti dei rialzi delle imposte indirette deliberati nel 2011; questi ultimi, a detta della Banca d’Italia, valutabili in quasi un punto percentuale, dovrebbero esaurirsi nei prossimi mesi. “Le pressioni sui prezzi dovrebbero attenuarsi riflettendo la debolezza della domanda”.

Da segnalare, inoltre, che nei tre mesi terminanti in luglio si sono interrotti i disinvestimenti di portafoglio in titoli italiani da parte di operatori esteri. Tenendo in considerazione  che nel terzo trimestre i rendimenti dei titoli di Stato sono diminuiti su tutte le scadenze, questo “si è trasmesso anche ai rendimenti delle obbligazioni delle banche e delle imprese ed è stato accompagnato da una decisa ripresa delle quotazioni azionarie, mentre alcune banche italiane sono tornate a emettere sui mercati esteri”.

Secondo gli esperti di via Nazionale, “le condizioni del credito bancario hanno beneficiato della riduzione dei tassi ufficiali di luglio e, nelle ultime settimane, del calo degli spread sovrani. I tassi sui prestiti a famiglie e imprese sono scesi in agosto e i criteri di concessione dei finanziamenti sono divenuti più favorevoli rispetto a quelli assai restrittivi di inizio anno”. Bankitalia fa notare però come il costo del rimane superiore alla media dell’area euro.

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