Bankitalia indica la via a Bpm: tempi maturi per l'aumento. Martedì l'appuntamento è in cda

Inviato da Micaela Osella il Gio, 14/04/2011 - 08:34

La strada è segnata per la Banca Popolare di Milano. Ed è ancora una volta Bankitalia ad indicarla. Passa per quel rafforzamento di capitale, ultima moda scoppiata a Piazza Affari, che ha già sedotto Ubi banca, Intesa Sanpaolo e Mps. Di fronte al temporaggiamento di Bpm Palazzo Koch ieri ha rotto gli indugi: ha invitato ufficialmente l'istituto ad esaminare il capitolo rafforzamento patrimoniale, alla luce dei rilievi seguiti all'ispezione e comunicati ieri alla banca milanese in occasione di una riunione straordinaria del consiglio. E ad attuarlo. Un monito che lascia poco spazio al diritto di replica ai sindacati-azionisti della Bpm, che nelle ultime settimane hanno continuato a fare muro alla proposta di effettuare l'iniezione di capitale ventilata dal presidente Massimo Ponzellini. Per evitare il rischio della Milano, di ritrovarsi ultima tra le grandi cooperative a ricapitalizzare a un prezzo sempre più salato è intervenuta Banca d'Italia.

A inizio mese lo scontro tra Ponzellini e l'associazione Amici della Bpm, il "parlamentino" dei sindacati cui fa capo la maggioranza del cda di Bpm si era spostato anche su un altro fronte: quello della governance con la richiesta del presidente di mettere a verbale la votazione in cda sull'aumento di capitale da 500-600 milioni di euro su cui 13 consiglieri su 18 hanno risposto picche. Per poco non si è arrivati alla richiesta di porre un voto di fiducia sulla presidenza. E questo la dice sul lunga sul clima di confronto-scontro che regna in Piazza Meda. Ieri ci aveva messo del suo anche il vicepresidente dell'istituto, Graziano Tarantini. Con "quell'aumento di capitale non è l'unica strada per rafforzare il patrimonio e non deve essere un'operazione frettolosa" non aveva lasciato molto spazio a una possibile azione, almeno breve.

Per Tarantini "un'eventuale richiesta al mercato dovrà andare di pari passo con la presentazione di un nuovo business plan". L'allungarsi dei tempi, almeno al secondo semestre, non è però stato recepito con favore a Palazzo Koch, che ha chiesto di cambiare registro. Gli analisti calcolano che Bpm imbastirà una ricapitalizzazione di 500-600 milioni di euro per rimborsare gli aiuti di Stato e finanziare la crescita degli impieghi". Intermonte si aspetta un aumento di capitale, entro fine anno, "se non altro visto l'affollamento per le ricapitalizzazioni già annunciate da altre banche nel primo trimestre 2011". Una data in calendario c'è già: è quella del 19 aprile. I vertici della banca hanno, infatti, deciso di darsi appuntamento a martedì prossimo per studiare una risposta. Ma dopo la raffica di ricapitalizzazioni varate dalle banche nelle ultime settimane, così come auspicato dallo stesso Governatore per il sistema nazionale, appare ora difficile poter dire di no.

Dovrebbe essere una partita che si gioca sul velluto quella che spetta a Ponzellini, che dovrà quindi tornare a chiedere in consiglio un aumento da 500-600 milioni di euro. Inoltre, Banca d'Italia sarebbe tornata a segnalare la necessità di rivedere la governance della banca, da sempre nel mirino di Via Nazionale. Oltre a questo sarebbero stati avanzati dei rilievi relativi ai profili organizzativi per quanto riguarda i rischi. E proprio ieri il tema della governance dell'istituto sarebbe stato al centro di una riunione che ha preceduto il consiglio d'amministrazione odierno. Sotto i riflettori sarebbe finito ancora una volta la questione del direttore generale. L'attuale dg, Fiorenzo Dalu, potrebbe lasciare l'incarico. Al suo posto viene indicato il nome dell'attuale direttore finanziario, Enrico Chiesa.

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