Bankitalia: Fitch, rivalutazioni quote non aiuterà banche per gli stress test, ma...

Inviato da Valeria Panigada il Ven, 21/02/2014 - 15:23
Il decreto Imu-Bankitalia che prevede tra le altre cose la rivalutazione delle quote di Bankitalia in mano ad alcune banche italiane e il limite della proprietà al 3%, approvato a fine gennaio dal parlamento con non poche polemiche, non aiuterà le banche italiane a raccogliere il capitale in vista degli stress test della Bce. Lo ha precisato oggi l'agenzia internazionale Fitch, spiegando che "le plusvalenze da valutazioni non forniranno alcun innalzamento immediato al patrimonio di base delle banche aiutandole in eventuali carenze patrimoniali". Tuttavia, Fitch ha rilevato che la rivalutazione di Bankitalia a 7,5 miliardi di euro dai precedenti 156mila euro "potrebbe aumentare i profitti delle banche e il loro patrimonio netto contabile" nel medio termine, sopratutto per Intesa Sanpaolo e Unicredit che detengono le maggiori quote del capitale di Bankitalia. Una precisazione che suona come una conferma alle polemiche che il decreto Imu-Bankitalia ha sollevato (favorisce alcune banche italiane). Non solo. L'agenzia di rating ha lanciato anche un avvertimento riguardo al secondo aspetto della faccenda, ossia il limite della proprietà al 3% e dunque l'avvio del processo di vendita delle quote eccedenti da parte delle banche socie. "La costituzione di un mercato per lo scambio di azioni delle banche centrali potrebbe essere impegnativo. La proprietà è infatti limitata alle banche nazionali, compagnie di assicurazione, istituti previdenziali e fondi pensione", ha detto Fitch. Un fatto che potrebbe costringere la Banca d'Italia ad acquistare lei stessa le quote in eccedenza al 3% in mano alle banche socie (così come previsto dal decreto) e quindi far scattare proprio quello che molti temevano, ossia il passaggio dei soldi pubblici (di Bankitalia) ai singoli istituti finanziari.
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