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Bankitalia, alert Visco su Trump e Fed. Tasso Eonia conferma timori su Bce

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Ignazio Visco, governatore di Bankitalia e membro del Consiglio direttivo della Bce, ha lanciato un allarme sugli effetti che le politiche economiche del presidente Usa Donald Trump potrebbero produrre. Visco ha avvertito che tali politiche potrebbero danneggiare il commercio globale e velocizzare il processo di rialzo dei tassi da parte della Fed. Le dichiarazioni arrivano alla vigilia della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, che quasi certamente si concluderà con l’annuncio di un ennesimo aumento del costo del denaro, nella giornata di mercoledì.

Così Visco, in un discorso proferito al Ministero degli Esteri: 

“Considerata la situazione attuale in cui versa l’economia Usa, vicina alla piena occupazione, una forte espansione fiscale rischia di avere un impatto pro-ciclico. In questo caso, il processo della normalizzazione dei tassi intrapreso dalla Federal Reserve potrebbe essere meno graduale” e il “conseguente apprezzamento del dollaro e l’aumento dei tassi di interesse di medio-lungo periodo, che finora sono stati contenuti, potrebbero accelerare e far sentire il loro impatto sui mercati internazionali, rischiando di danneggiare i mercati emergenti”.

Visco ha sottolineato inoltre che “le politiche protezionistiche” degli Stati Uniti “potrebbero avere effetti avversi sulla crescita”; che “esiste il rischio che tali politiche vengano adottate da altre nazioni; e che le politiche commerciali Usa già annunciate sono fonte di preoccupazione”.  

Sullo sfondo gli investitori iniziano a scommettere sull’eventuale decisione della Bce di alzare i tassi prima della fine del QE, come trapelato dai rumor arrivati nel pomeriggio di venerdì, che hanno sconvolto i mercati.

Stando a quanto scrive su Bloomberg Tanvir Sandhu, strategist sui tassi e sui derivati, i contratti forward swap basati sul tasso Eonia prezzano un aumento di 10 punti base entro l’aprile del 2018, rispetto a rialzo inferiore ai tre punti base prezzati alla fine dello scorso mese. Gli investitori stanno anche scommettendo che la Bce uscirà dalla strategia di tassi di interesse negativi entro il gennaio del 2020.

Sui mercati monetari aumentano scommesse sulla fine dell'era dei tassi bassi inaugurata dalla Bce

I timori di tapering e/o della fine di tassi sotto lo zero, e ora addirittura di rialzi dei tassi prima della fine del Quantitative easing, hanno scatenato forti sell off sui Bund tedeschi, con il risultato che i tassi a cinque anni sono volati di 8 punti base a -0,30%.

La curva dei rendimenti dei Bund tedeschi si è appiattita, con lo spread tra i tassi a cinque e 30 anni che si è ridotto di 4 punti base.