Bank of England fra il martello e l’incudine, sterlina potrebbe raggiungere la parità contro euro dopo Brexit

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Il prossimo 29 marzo sarà una data epocale. Il governo di Theresa May attiverà ufficialmente l’iter per la Brexit approvato senza emendamenti dal Parlamento britannico il 14 marzo scorso


Si profila un periodo sfidante per Londra dal punto di vista economico ma non solo. La Banca centrale del Paese avrà un importante compito, reso ancor più arduo da un’inflazione tornata a galoppare a livelli da capogiro e da una sterlina che potrebbe continuare a deprezzarsi alla luce di un divorzio non proprio amichevole fra Londra e Bruxelles.

Vincenzo Longo, strategist di IG, è stato contattato dalla redazione di Borse.it per fare il punto sulla situazione. “Nel panorama delle banche centrali mondiali l’istituto guidato da Mark Carney è sicuramente quello che si trova nella situazione più rischiosa di tutte”, ha specificato Longo.

Secondo i dati della scorsa settimana nel mese di febbraio l’inflazione britannica ha registrata una decisa accelerazione per effetto principalmente di un rialzo della componente energia. Il dato generale è risultato superiore alle attese, portandosi sui livelli massimi da ottobre 2013 (2,3% da 1,8%).

In decisa accelerazione anche la componente core (al netto di alimentari ed energia) tornata sulla soglia del 2%, per la prima volta da quasi tre anni.

Sebbene i dati suggeriscano un svolta da “colomba” dell’istituto centrale britannico, sono in molti gli analisti che ritengono l’ipotesi di un rialzo ancora lontana. Probabilmente Carney e i suoi manterranno un atteggiamento guardingo almeno fino a fine anno – ha chiarito Longo, che ha aggiunto – se la BoE alzerà i tassi lo farà per difendere il potere d’acquisto dei britannici. Infatti sarà fondamentale monitorare gli sviluppi di un’inflazione galoppante abbinata ad un’economia che potrebbe decelerare se l’iter Brexit dovesse prendere delle strade più tortuose.

La view di Longo rimane dunque ribassista sulla sterlina. Secondo lo strategist di IG il cambio fra pound e biglietto verde potrebbe tornare a testare i supporti collocati in area 1,21-1,18 entro fine anno per poi spingersi anche in acque più lontane entro due anni.

Più delicata la situazione contro l’euro, con i movimenti sulla moneta unica che saranno influenzati dalla tornata elettorale francese. Eventuali ribaltamenti di fronte nello scenario francese “potrebbero portare il cambio della sterlina contro la moneta unica in area 0,90-0,95 e non da escludere l’ipotesi parità entro i prossimi due anni”, ha concluso Longo.