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La Bank of England fa sul serio: tagliato il costo del denaro, QE in aumento, acquisti di corporate bond e nuovo piano di prestiti

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Primo intervento sui tassi in sette anni da parte della Bank of England. L’istituto guidato dal canadese Mark Carney ha annunciato di aver ridotto il tasso benchmark dallo 0,5 allo 0,25 per cento fissando il nuovo minimo storico per il costo del denaro d’Oltremanica.  Dopo aver sorpreso il mercato a luglio, questa volta la decisione della BoE era stata correttamente stimata dal 100% degli analisti contattati di Bloomberg. Del resto, quando il mese scorso l’istituto londinese aveva confermato lo status quo era emerso che “diversi membri del Comitato stimano che la politica monetaria potrebbe essere allentata ad agosto”.

Allentamento che non passa solo dall’intervento sui tassi ma che prevede anche un aumento da 375 a 435 miliardi di sterline del piano di acquisto asset. Ma si sa, al chairman Carney piace stupire. E quindi con una votazione 8-1 è stato approvato anche l’acquisto di corporate bond fino a 10 miliardi di sterline ed è stato istituito un nuovo Funding for Lending Scheme, il piano prestiti destinato ad incrementare i finanziamenti all’economia reale.

“Il Comitato di politica monetaria -riporta la nota dell’istituto londinese- ha votato a favore di un nuovo piano di misure destinate a fornire un sostegno addizionale alla crescita economica e a raggiungere l’obiettivo di un ritorno dell’inflazione verso i target. Questo pacchetto comprende: un taglio di 25 punti base del Bank Rate allo 0,25%; un nuovo schema di finanziamento destinato a rinforzare la riduzione del costo del denaro, l’acquisto fino a 10 miliardi di sterline di corporate bond britannici e l’incremento del piano di acquisto asset di bond governativi britannici di 60 miliardi di sterline”.

Lo scorso 5 luglio il Comitato sulla Stabilità Finanziaria della BoE aveva ridotto il Countercyclical Capital Buffer (CCB) sulle esposizioni delle banche britanniche dallo 0,5% a zero. Il provvedimento resterà in vigore “almeno” fino al giugno 2017 e secondo le stime della BoE ridurrà i requisiti di capitale di 5,7 miliardi di sterline aumentando di 150 miliardi la capacità di prestito delle istituzioni di credito.

Pil stimato in calo dello 0,2-0,4%
Si tratta di provvedimenti destinati a mitigare gli effetti sull’economia britannica innescati dal voto favorevole all’uscita di Londra dall’Unione europea.  Finora segnali poco incoraggianti sono arrivati dall’indice Pmi, quello che misura il sentiment dei direttori degli acquisti, del settore servizi, crollato ai minimi da sette anni a 47,4 punti.

Sotto la soglia dei 50 punti, che fa da spartiacque tra espansione e recessione dell’attività economica, anche l’indicatore delle attività industriali, passato da 51,9 a 47,3 punti. In questo contesto, gli analisti stimano una caduta del Prodotto interno lordo in territorio negativo. Per Chris Williamson, Chief economist di Markit, la contrazione del Pil nel trimestre è destinata ad attestarsi allo 0,4% mentre il National institute of economic and social reaserch (Niesr) pronostica un rosso di 20 punti base.

Ftse100 in positivo, sterlina in affanno
I provvedimenti della BoE stanno spingendo il Ftse100 che, in lieve territorio negativo fino a qualche minuto fa,  al momento sale dell’1,2%. Paga pegno la sterlina, in calo di oltre un punto percentuale nel cross con il dollaro a 1,3172.